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Istituto per la competitività: l’Umbria è la regione italiana più efficiente

L’Umbria e’ la regione italiana con il migliore rapporto tra risparmio e consumi energetici. Sul podio anche Toscana e Molise, rispettivamente seconda e terza nella classifica regionale dell’efficienza energetica. Ultime, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Liguria. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da I-Com, Istituto per la Competitivita’, che ha valutato le performance delle regioni italiane, prendendo in considerazione i due strumenti principali per la promozione dell’efficienza energetica, cioe’ i certificati bianchi e le detrazioni fiscali, rapportandoli con i consumi di elettricita’ e gas registrati in ciascuna regione nel settore civile.

Si tratta di interventi con forti ricadute positive che, secondo le previsioni dell’Enea, per quanto riguarda la detrazione fiscale del 55 per cento ad esempio, porteranno, entro il 2015, non solo a benefici monetari (pari a 10,6 miliardi di euro) ma soprattutto a una significativa riduzione della CO2 prodotta e a un incremento dell’occupazione. Infatti grazie al meccanismo delle detrazioni, solo nel 2008, i nuovi occupati sono stati ben 31.600. Nonostante cio’, la situazione fotografata dall’Istituto per la Competitivita’ mette in evidenza che il settore dell’efficienza energetica presenta alcune criticita’: per quanto concerne i certificati bianchi, il numero delle schede standardizzate messe a disposizione degli operatori non e’ adeguato agli obiettivi, mentre per quanto riguarda la detrazione fiscale, gli interventi di questo tipo sono ancora poco diffusi. Per questi motivi, secondo I-Com, e’ necessario che l’Italia si doti al piu’ presto di un piano per l’efficienza energetica che indichi, per il 2020, oltre agli obiettivi da raggiungere anche gli strumenti e le risorse da mettere in campo per il loro conseguimento. Infatti, gli obiettivi fissati dall’Autorita’ per l’energia, che sono aumentati di quasi 30 volte rispetto al primo valore introdotto nel 2005, non possono essere raggiunti senza riformare l’attuale mercato dei certificati bianchi. Anche per questo motivo, negli ultimi due anni, si e’ registrato un eccesso di domanda di titoli, cosa che a breve rendera’ difficile il rispetto degli obblighi.

Sebbene esistano queste criticita’, i certificati bianchi sono, in termini di rapporto costi/benefici, lo strumento attualmente piu’ efficace. Come mostra lo studio I-Com, nel 2008, i risparmi derivati dai certificati bianchi, che erano pari a 0,9 Mtep, hanno superato nettamente quelli generati in interventi realizzati con detrazione fiscale, i quali hanno portato a un risparmio energetico di soli 0,16 Mtep. Inoltre, nel 2009 il risparmio associato ai certificati bianchi e’ piu’ che raddoppiato mentre la detrazione fiscale ha segnato una flessione di 34,2 kTep nel risparmio complessivo generato. Di conseguenza, specie nel caso in cui si decida di puntare sui certificati bianchi come il principale strumento per il conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico al 2020, sarebbe opportuno che la gestione operativa del meccanismo venga affidata ad una agenzia ad hoc, che potrebbe essere la gia’ prevista Agenzia nazionale per l’efficienza energetica dell’Enea, con la possibilita’ di ridefinire le modalita’ di utilizzo dei certificati e di ideare nuove schede tecniche che permettano di coprire i settori attualmente ignorati.

Inoltre il Governo dovra’ facilitare il superamento delle criticita’ che attualmente limitano l’intervento del settore creditizio. Specie dopo le incomprensioni con le banche, generate dalla vicenda tuttora non chiusa dell’incentivazione alle rinnovabili, appare necessaria la costituzione di un tavolo istituzionale sotto la regia del Ministero dello Sviluppo Economico sulla bancabilita’ dell’efficienza energetica. Grazie al quale poter dare davvero un importante colpo di frusta all’economia, liberando finanziamenti privati a beneficio non solo delle tasche ma anche dei polmoni degli italiani. Con costi decisamente piu’ ridotti rispetto alle stesse rinnovabili.

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