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Il fotovoltaico trasforma l’edilizia

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – La bioedilizia e la green economy nelle co-struzioni sono ormai una realtà: in questa fase sono la componente più dinamica dei “nuovi mercati” che stanno trasformando il set-tore edilizio. Lo conferma uno studio del Cresme, svolto in collaborazione con la Asset della Camera di Commercio di Roma, che sarà presentato il 21 febbraio: per la prima volta stima la spesa per investimenti negli impianti per fonti di energia rinnovabili che nel 2011 sono stati pari a 42 miliardi di euro. Per avere la dimensione straordinaria del fenomeno, basta confrontare questo dato con quello della spesa per investimenti in tutto il comparto delle nuove costruzioni residenziali che nello stesso periodo è stimata dal Cresme in 24,8 miliardi. L’accelerazione del fenomeno è evidente nella serie storica della spesa per energie alternative: 2,4 miliadi nel 2007, 5 miliardi nel 2008, 9,6 miliardi nel 2009, 22,5 miliardi nel 2010. «Dei 42 miliardi di euro di investimenti in impianti di energie rinnovabili del 2011 – dice il rapporto CresmeAsset – 39,1 miliardi sono dovuti al boom fotovoltaico, 1,3 miliardi all’eolico, 1,5 agli impianti di biomasse. Negli anni della crisi 2008-2011 sono stati investiti negli impianti di energie rinnovabili 74 miliardi di euro a prezzi correnti. Il 18,5% del valore del settore della produzione nel settore delle costruzioni, se aggreghiamo al settore le energie rinnovabili, è fatto di un nuovo mercato che solo pochi anni fa non c’era». Di questi “nuovi mercati” – raccontati in questi anni dal settimanale del Sole 24 Ore «Edilizia e Territorio» – fanno parte altre attività che stanno modificando la fisionomia del comparto costruttivo, spingendo le imprese più innovative a creare ponti con la finanza, con le tecnologie ambientali e con le funzioni gestionali: dal project financing per le infrastrutture al leasing immobiliare, dalle nuove forme di partenariato pubblico-privato (Ppp) al boom del facility management che trasforma in servizio ciò che era esclusivamente lavoro o appalto di costruzione. I 42 miliardi per le energie rinnovabili confrontati ai 24 miliardi per la costruzione di nuove case sono una rappresentazione plastica di questo grande effetto di trasformazione dell’edilizia anche in Italia: «Una crescita esponenziale, ancora più eccezionale se la si confronta con una crisi del settore tradizionale delle costruzioni sempre più pesante». Nel fotovoltaico, «il 15% degli investimenti ha interessato l’edilizia residenziale, mentre l’85% degli investimenti sono stati spesi nel settore industriale, agricolo e terziario per impianti nelle nuove costruzioni, nell’ammodernamento delle coperture del patrimonio esistente non residenziale (in particolare capannoni industriali) e per impianti in suolo non edificato». Sul prossimo numero di «Edilizia e Territorio» prossima ulteriori dettagli del rapporto Cresme-Asset. Il Cresme non manca di sottolineare il rischio di una «bolla fotovoltaica». «Nell’impetuosità che sta caratterizzando il business del fotovoltaico – afferma ancora il rapporto – sono presenti alcune debo-lezze tipiche dei sistemi in forte accelerazione. La pri-ma è l’intensità dell’incenti-vazione: ad oggi sono stati riconosciuti oltre 3,6 mi-liardi e, considerato che i contratti sono pluriennali, tale cifra rileva una progres-sione geometrica, tanto da far sostenere al presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che rischia-no di emergere nel medio termine evidenti problemi di sostenibilità economica de-gli attuali meccanismi di incentivazione posti a carico dei consumatori». Nello studio Cresme un capitolo è dedicato all’analisi dei bandi di gara delle amministrazio-ni pubbliche: 1.905 gare per un valore complessivo di 4 miliardi e un importo medio di 2,7 milioni di euro. «Ma il dato più rilevante – afferma il rapporto – è che quasi il 45% delle gare, per il 73% degli importi, riguarda operazioni di Ppp». Tra le esperienze pubbliche consi-derati veri e propri casi di studio i 301 impianti fotovoltaici realizzati dalla Provincia di Roma nelle coperture di edifici scolastici, il parco fotovoltaico da 24 Mw realizzato dal comune di Salerno, la barriera fono-assorbente fotovoltaica rea-lizzata lungo la Ss 434 Transpolesana, le “serre fotovoltaiche” della regione Sardegna. Inevitabile il riscontro sul lato imprese che con il fotovoltaico sono cresciute. Già in precedenza il Cresme aveva messo sotto osservazione un campione di 25 imprese (fra cui Enel SI, Solon, Enerpoint, Ener-ray, Ecoware, Conergy Ita-lia, Tecno Spot, Energy Resources, Leitner Solar, E-nerqos) per constatare nel 2010 un incremento di fat-turato del 161% rispetto al 2009.

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