Rinnovo contratto statali: le criticità per Regioni ed Enti locali
Il rilancio da parte del ministro Madia è giunto ieri, immediatamente dopo la conferenza stampa di presentazione della Manovra, in cui sia il premier Paolo Gentiloni sia il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno garantito l’arrivo dei soldi aggiuntivi che servono per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. I nuovi contratti, assicura il ministro, seguiranno i contenuti dell’intesa del 30 novembre scorso, che prevede gli aumenti medi da 85 euro e la clausola con cui si evita di far uscire dal raggio d’azione del bonus Renzi chi lo riceve oggi. Ieri non sono circolate cifre definitive, anche perché le tabelle della Manovra sono ancora in divenire e lo saranno ancora per altri giorni. Come affermato in precedenza, al Pubblico Impiego saranno dedicati circa 2 miliardi, che si aggiungono agli 1,2 miliardi già messi da parte con le due ultime leggi di bilancio e ai 510 milioni per forze armate e sicurezza. Per la PA centrale la chiusura della Legge di Bilancio risolve ogni problema di tipo procedurale sui rinnovi. Le problematiche affiorano per Regioni ed Enti locali: le Regioni infatti, negli incontri dei giorni scorsi con il Governo, hanno posto una sorta di ultimatum: con le risorse previste oggi, affermano, o si rinnovano i contratti o si garantiscono i livelli essenziali di assistenza. La terza via passa da un aumento più sostanzioso del previsto per il fondo sanitario nazionale: ma al momento non è previsto, come non penetra al momento nelle griglie della Manovra 2018 un aiuto agli Enti locali per i loro contratti.
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