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Assemblea ANCI 2017: le proposte emerse dal dibattito per il futuro degli Enti locali

Assemblea ANCI 2017: cosa è accaduto

Circa 7mila presenze complessive registrate nei tre giorni, 1200 Comuni presenti, 400 ospiti, 106 relatori. Per gli eventi “a latere”, 15 sale che hanno “prodotto” a ciclo continuo 60 momenti associativi, seminariali e di formazione. Questi, in estrema sintesi, i dati di rilievo che forniscono il riscontro (davvero positivo) della tra giorni vicentina della XXXIV Assemblea annuale dell’ANCI che si è chiusa venerdì scorso con numeri e un bilancio in crescita, che evidenzia il grande interesse verso il mondo degli amministratori comunali e dell’Associazione guidata dall’ottobre 2016 dal sindaco di Bari Antonio Decaro.
Un interesse che è stato confermato dalla presenza a Vicenza delle più alte cariche istituzionali, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – per il terzo anno consecutivo presente all’assise ANCI – e del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Sul palco della Fiera di Vicenza si sono alternati anche quattro ministri (Galletti, Delrio, De Vincenti e Poletti), oltre a decine di sindaci coinvolti nei dibattiti della plenaria, nei seminari e negli altri eventi collaterali.

Uno spaccato della vivacità dei contesti urbani italiani

Ma quali sono stati gli elementi di rilievo che sono stati discussi nel corso dell’Assemblea ANCI di Vicenza? A livello introduttivo va detto che la tre giorni vicentina ha rappresentato uno spaccato significativo della vivacità dei contesti urbani italiani. Le soluzioni e le proposte emerse da sindaci e assessori di piccoli e grandi Comuni sono il cuore di un dibattito che idealmente abbraccia tutta la Penisola e i temi di maggiore impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Da sicurezza e inclusione sociale all’uscita dalla crisi, fino all’innovazione e alla sostenibilità ambientale: lo slogan “Cittàpuntozero, immagina il domani, governa l’oggi” dell’assemblea, inaugurata alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è concretizzato in esperienze, pratiche e proposte che animeranno anche nei prossimi mesi il dibattito pubblico del nostro paese.

Ecco di seguito i tre punti-chiave segnalati dal comunicato stampa ANCI come emersi dall’Assemblea andata in scena a Vicenza dall’11 al 13 ottobre:

Il rinnovato protagonismo dei Comuni nella vita del paese

I Comuni si confermano il livello di governo verso cui le persone ripongono maggior fiducia, soprattutto i giovani fino a 29 anni e gli anziani; i sindaci sono la carica pubblica da cui ci si sente maggiormente rappresentati. “È l’elezione diretta a conferirci una particolare autorevolezza – ha commentato il presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, durante una vivace intervista pubblica, affidata a Marco Damilano, che ha chiuso i lavori -. Un’autorevolezza che anche il governo ci riconosce quando ci coinvolge nei provvedimenti sul lavoro, penso al Rei, o nella gestione della sicurezza. Per la verità – ha aggiunto ironico – godiamo anche di un particolarissimo privilegio. Anzi due: abbiamo il limite dei due mandati e non possiamo rappresentare le nostre comunità in Parlamento, perché da sindaci siamo ineleggibili. Evidentemente si teme il nostro consenso”.
La fiducia nei confronti dei sindaci è confermata dai dati dell’indagine Swg commissionata dall’ANCI. Ad essa, inevitabilmente, si accompagna la responsabilità di garantire qualità della vita dei territori, di tracciare le traiettorie di crescita delle città e di promuovere lo sviluppo economico: tutte priorità ritenute importanti da oltre l’85% degli italiani.
Il richiamo alla credibilità dei sindaci agli occhi dei cittadini, proposto in più occasioni da ministri e alte cariche dello Stato intervenuti nei diversi momenti dell’assemblea, confermano una volta di più i Comuni come un pilastro della vita della Repubblica, capaci di dare risposte concrete ed efficaci per l’inclusione sociale di stranieri e fasce deboli ma anche chiamati a disegnare nuove economie e strategie per l’attrattività dei territori. Decisivo il sostegno dello Stato per rilanciare gli investimenti su settori ritenuti decisivi per la qualità della vita dei Comuni, come il trasporto pubblico, e per favorire la messa in sicurezza delle infrastrutture vitali e di un territorio fragile ma ravvivato, come nel caso dei comuni colpiti dal terremoto, da un nuovo spirito di comunità.

Le risposte positive del Governo alle istanze dell’ANCI

Il Governo, come dimostra la partecipazione in forze ai lavori dell’assemblea dell’associazione dei Comuni, la sua collaborazione l’assicura. Il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio oltre ad annunciare un “piano Marshall per il trasporto pubblico locale” si è impegnato per un intervento che limiti il contenzioso che segue tantissime gare pubbliche, paralizzando i cantieri. Il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti, affida anche alla collaborazione con i Comuni un “cambio di paradigma nell’affrontare le sfide ambientali”.  I temi dell’agenda sono stati numerosi. Richiederanno, come sottolineato dal presidente Decaro un confronto serrato “anche duro” nei prossimi mesi.
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni intervenendo nel pomeriggio di giovedì ai lavori dell’ANCI, ha intanto fatto tre importanti aperture. Ha annunciato l’impegno del governo per rendere più graduale la nuova contabilità mitigando gli effetti sul fondo crediti dubbia esigibilità e di conseguenza sulla spesa corrente che, frenata dall’obbligo di accantonamento di risorse, metterebbe a rischio i servizi essenziali, soprattutto per i cittadini più fragili. Infine i Piccoli Comuni, 5.591, il 55% del territorio nazionale. Per Decaro è necessario irrobustire le risorse previste dalla legge per la loro valorizzazione, finalmente approvata. Gentiloni si è detto senz’altro d’accordo con la tesi che il ripopolamento e servizi di buon livello garantiscono sviluppo economico e tutelano il territorio e ha riconosciuto la necessità di fondi più robusti per centrare l’obiettivo.
L’Assemblea non è stata solo occasione per ricordare gli stanziamenti messi in campo ma anche per discutere i punti di confronto ancora aperti e al centro del dibattito nei prossimi mesi: dai fondi per mettere in sicurezza le funzioni di Città metropolitane e Province – manutenzione di scuole e strade, prima di tutto – da inserire in Legge di Bilancio al Bonus comunità da indirizzare ai residenti in difficoltà, nei Comuni che accolgono rifugiati e richiedenti asilo, con l’obiettivo di evitare una insensata guerra “tra ultimi e penultimi”.

I temi e le soluzioni sviluppate in piccoli e grandi centri

Il sostegno alle piccole e medie imprese di Bergamo e Rimini, gli usi condivisi dei beni comuni a Napoli e Torino, le politiche per l’invecchiamento attivo di Udine e Riccia, il supporto alle imprese creative e alla cultura di Mantova e Matera ma anche le politiche per la sostenibilità di Appignano del Tronto e Melpignano o le strategie di accoglienza integrata di Sant’Alessio in Aspromonte e Messina: le esperienze di successo di piccoli e grandi Comuni, fonte di ispirazione per altri sindaci e amministratori, rappresentano senza dubbio alcuno il cuore del confronto dell’assemblea ANCI, declinato su tre direttrici, ambiente, economia e qualità della vita.

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