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Una priorità per la pubblica amministrazione

Fonte: Il Sole 24 Ore

Chi vuole il cloud più di tutti? Secondo Gartner, è la pubblica amministrazione, il Governo e, più in generale, tutto il settore pubblico. Nel periodo 2011-2014 la Pa e i governi dei Paesi occidentali (ma non solo quelli) saranno tra gli “early adopter” più convinti dei servizi di cloud computing. Aumenta l’uso della nuvola (per contenere i costi, snellire i processi e riorganizzare la dotazione tecnologica senza dover aggiornare necessariamente il parco macchine esistente) non solo nel settore privato, ma anche in quello pubblico. A facilitare l’adozione del cloud nel settore pubblico sono fornitori soprattutto privati, secondo Gartner, che hanno come offerta commerciale la fornitura di sistemi aperti, mentre la Pa organizza interamente forme di private cloud, cioè di “nuvole” che offrono servizi dall’interno, dietro a firewall, acquistando le tecnologie del cloud pubblico e utilizzandolo poi internamente. La quota di servizi erogati da parte delle amministrazioni dei Paesi europei via Cloud per Gartner crescerà fino ad arrivare al 15% in cinque anni, sia per i servizi verso i cittadini che per quelli interni. Nel settore privato la quota si attesterà attorno al 19% nello stesso arco di tempo. Uno degli effetti dell’adozione delle nuvole da parte dei governi è lo sviluppo di forme più complesse e raffinate di cloud computing. Il Governo britannico ha dichiarato da alcuni mesi che il cloud è considerato una priorità strategica e che il progetto è quello di realizzare una rete per tutte le amministrazioni britanniche. L’idea è quella di far migrare in rete un numero maggiore di servizi sia per le amministrazioni locali sia per quelle centrali, e per fornire una base a questa strategia il Governo britannico si sta attrezzando con le tecnologie e le risorse necessarie a diventare uno dei principali utenti di tecnologie cloud in Europa. L’impatto principale sarà comunque nei settori al confine tra privato e pubblico: educazione, salute, previdenza sociale. La Ue sta finanziando progetti specifici per Svezia, Francia e Spagna. Una delle ricadute positive sarà la crescita dei livelli di sicurezza, seguendo le specifiche e gli standard dei singoli governi e la possibilità di realizzare forme di “community cloud” che coinvolgano determinate amministrazioni che condividano, all’interno del Paese, interessi, obiettivi, requisiti di privacy e legali. Utilizzando economie di scala ed eliminando le forme di ridondanza caratteristiche degli attuali sistemi informativi centralizzati, ma senza rinunciare alla possibilità di avere ambienti virtualizzati separati, sarà possibile avere una maggiore elasticità e stagionalità nella fornitura di soluzioni tecnologiche attraverso i vari comparti della pubblica amministrazione.

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