Nel Comune di Genova si spendono più soldi per i trasporti e per l’autoammini-strazione rispetto alla altre grandi città italiane, meno per i servizi sociali e lo sport. Sono i dati che più colpiscono nello studio realizzato dalla Fondazione Civicum d’intesa con il Politecnico di Milano. I “Bilanci del cittadino” delle principali città italiane mettono a confronto spese correnti e investimenti fatte dai comuni nei singoli settori, i dati sono riferiti al 2008 e quindi precedenti all’esplodere della crisi con le conseguenti manovre economiche che ne sono derivate, ma sono comunque significativi, perché evidenziano le differenti attitudini di spesa degli enti locali messi a paragone. Il dato più appariscente è quello riferito all’autoamminsitrazione, vale a dire le spese che il comune affronta per il suo funzionamento, che sono aumentate di 100 milioni di euro rispetto all’anno precedente, portando la cifra pro capite a 385 euro contro una media di 337 euro per abitante. «Se il Comune riducesse l’incidenza delle spese di auto-amministra-zione – rileva una nota della Fondazione Civicum – allineandosi alla best practice potrebbe recuperare circa 109 milioni di euro». Invece le politiche alle quali il Comune destina risorse in misura superiore rispetto alla media dei comuni italiani sono viabilità, trasporti e istruzione. La viabilità in particolare assorbe il 18% delle risorse comunali, per i trasporti pubblici il Comune di Genova ha speso nel 2008 127 milioni di euro, pari a 207 euro per abitante, rispetto ad una media di 82 euro per abitante. Gli investimenti in viabilità assorbono il 37% della spesa in conto capitale, sono la prima voce di investimenti del Comune, anche se risultano inferiori alle media dei comuni analizzati. Per l’istru-zione la spesa di Genova è superiore alla media dei comuni analizzati con 141 euro per abitante rispetto a 125 euro, è invece inferiore, e di parecchio, quella per la funzione sociale, che assorge il 12% della spesa corrente con una spesa pro-capite di 150 euro per abitante rispetto a 244 euro nel resto d’Italia. «Ma nel nostro bilancio nel sociale non ci sono le spese del personale – spiega l’assessore competente, Roberta Papi – vale a dire i 400 assistenti sociali, mentre gli altri comuni comprendono anche queste spese nella posta, il confronto quindi non è su dati omogenei». Per quanto riguarda la cultura il Comune spende più risorse dei comuni analoghi, e se complessivamente il numero degli spettatori a teatro è inferiore, è superiore invece il numero di rappresentazioni e di spettatori per posto disponibile. Fanalino di coda resta infine lo sport, dove Genova spende solo 7 euro pro-capite, le tariffe di accesso sono più alte, ma ci sono più agevolazioni per giovani e anziani.
Sport e servizi sociali, Tursi maglia nera
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