Referendum confermativo: affluenza record, tempo ancora fino alle 15:00

Questo weekend si vota il referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare

23 Marzo 2026
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Il Referendum confermativo popolare ha raggiunto, in base agli ultimi dati: ieri sera alle 23:00, un’affluenza da record. Sono andati a votare il 46,07% degli aventi diritto, ma il dato è in costante aggiornamento e liberamente visionabile dalla piattaforma Eligendo. Per i sondaggisti di Youtrend la situazione è “imprevedibile” tra il sì e il no. Già alle ore 19:00 di ieri sera si confermava un’alta partecipazione al voto con una percentuale del 38,9% (quasi di 10 punti in più rispetto al precedente del referendum del 2020). Ma c’è tempo ancora fino alle 15:00 di oggi. Quindi qui un breve ripasso su cosa si vota.

>> Consulta Eligendo.

Un referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025.

Le urne saranno aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.

Indice

Il quesito sulla scheda

Andiamo con ordine, prima di tutto il quesito, che sulla scheda sarà così riportato:

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Cosa succede con il sì?

Vengono introdotti:
1) separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri), che seguono percorsi professionali distinti.

2) organi di autogoverno separati (Consigli superiori diversi per giudici e pm) e una Corte disciplinare di rango costituzionale per la responsabilità dei magistrati.

I principali cambiamenti sono volti a introdurre la separazione delle carriere tra giudici e PM, due CSM distinti eletti con sorteggio e una nuova Alta Corte disciplinare.

Cosa succede con il no?

La disciplina resta invariata.

Rimane l’attuale sistema un unico ordine della magistratura, con funzioni giudicanti e requirenti nello stesso corpo e sottoposte a un solo Consiglio Superiore della Magistratura.

Il Referendum sulla Giustizia spiegato dal magistrato del CSM Marco Bisogni

Per capire meglio perchè questo Referendum non ha il quorum (la maggioranza del 50% + 1 di votanti non serve per approvare o meno la riforma) e come il Sì andrebbe a cambiare la Costituzione, abbiamo intervistato uno dei membri del CSM, Marco Bisogni.

Facciamo una panoramica su com’è ora il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e definiamo ciò che succederebbe nel caso vincesse il Sì. Lo facciamo con Marco Bisogni; magistrato italiano, sostituto procuratore e uno dei venti componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

>> Ascolta il podcast!

Referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo, le risposte del magistrato del CSM Marco Bisogni alle vostre domande

Cosa cambia allo stato pratico per i cittadini comuni? Quanto costa in termini economici l’eventuale costituzione di due CSM distinti e di un’Alta Corte della Magistratura? Come sarebbero formati gli organi che la riforma vuole costituire?

E ancora ci interfacceremo con la normativa europea per capire come funziona negli altri Paesi europei, se è vero che questo Referendum inciderà su efficienza e snellimento dei tempi e se la riforma appartiene a un determinato orientamento politico, è una misura di destra o di sinistra?

Il dossier del Ministero dell’Interno

Il dossier del Ministero dell’Interno, realizzato dalla Direzione Centrale per i Servizi Elettorali, costituisce uno strumento di riferimento per comprendere le procedure, le fasi operative e le caratteristiche del voto, destinato sia agli addetti ai lavori sia ai cittadini interessati a un approfondimento puntuale.

All’interno vi sono notizie sui precedenti referendum costituzionali e abrogativi dal 1946 al 2025, sulle varie fasi del procedimento, nonché sulle operazioni di voto e di scrutinio. Inoltre, sono fornite ulteriori informazioni sugli elettori e sulle sezioni, arricchite da numerose tabelle analitiche e grafici.

>> CONSULTA IL DOSSIER DEL MINISTERO.

Hanno votato anche molti fuorisede con uno stratagemma

Per questa tornata di Referendum non è stato previsto, a differenza dello scorso, nessun voto per i fuorisede. Ma alcuni partiti hanno concesso loro il posto di rappresentanti di lista ai seggi in modo da poter permettergli di votare nel posto dell’incarico assegnato piuttosto che dover sottostare al vincolo della residenza. Per le persone italiane che vivono all’estero, invece era sufficiente l’iscrizione all’AIRE, e il voto per corrispondenza.

Hai ancora dei dubbi?

Consulta la nostra sezione speciale dedicata al Referendum

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