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Smart city, Genova ci crede e rilancia

Fonte: Il Sole 24 Ore

Genova si costruisce una dimensione smart. Vincitrice in 3 ambiti, e con massimo punteggio, a febbraio nel primo avviso lanciato dall’Ue per raccogliere da aspiranti Smart Cities idee finanziabili, la città matura ora progetti per i nuovi bandi, in chiusura fra novembre e gennaio. «Sono 38 le possibili “calls” europee a cui l’associazione Genova Smart City, nata a fine 2010, potrebbe accedere» prospetta Gloria Piaggio, coordinatrice per il Comune di Genova. Si punta a competere con 5-6 nuovi progetti.
Oltre 70 oggi gli aderenti, fra istituzioni, Università, centri di ricerca, fondazioni e banche, sigle, consorzi e singole Pmi, aziende piccole e grandi, come Abb, Enel, Siemens, Ericsson, Ferrania Solis, Qui Group, la galassia Ansaldo.
Un pool al tempo stimolato dall’ex sindaco Marta Vincenzi, creato non solo per i bandi, ma per avviare e condividere azioni e comportamenti virtuosi su cui convergere, nell’ottica europea del “20-20-20”: efficienza energetica, tecnologie pulite, uso più consapevole delle risorse, meno impatto, sostenibilità in edilizia, mobilità, e, appunto, “smart grid”, sistemi senzienti di reti. L’associazione, ora presieduta dal sindaco, Marco Doria, sta rielaborando i contributi degli stakeholders, recentemente chiamati a raccolta in vista della seconda tornata di bandi, in particolare del 7° programma quadro (energia 2013).
Project manager è ancora il gruppo D’Appolonia spa (servizi ingegneristici).
All’orizzonte, un budget Ue di oltre 450 milioni a fondo perduto, più 655 milioni dai bandi Miur (ministero Università e ricerc), erogati sotto forma di crediti agevolati. Intanto si delineano i frutti della prima tornata: i tre progetti cofinanziati (si vedano le schede) con totali 5,6 milioni dal bando “Smart cities and Communities 2011” lanciato dalla Dg Energia sono in fase di negoziazione. Dopo la firma del contratto tra partner e Commissione, partiranno, a inizio 2013. Genova aveva concorso, in network, in 3 ambiti: pianificazione strategica sostenibile delle città; riscaldamento e raffrescamento; efficientamento energetico degli edifici.
Avviati nel frattempo altri progetti di profilo Smart, come “Illuminate” per l’uso dei led in zone di pregio cultural-turistico; “VerySchool” ed “Elihmed” per l’efficientamento energetico di una scuola e di una casa popolare alluvionata nel 2011; “Harmonise” per la sicurezza nel centro storico; “Peripheria” per parchi e musei innovativi. Spunti nascenti che tuttavia secondo Francesco Oddone, assessore genovese allo Sviluppo economico, «dimostrano che cambiare è possibile; si tratta di un approccio che deve permeare la vita collettiva, anche nelle manutenzioni spicciole, nell’edilizia privata, fino a coinvolgere i singoli».
Quasi 3mila abitanti in meno nel primo trimestre 2012 rispetto a un anno prima, oggi 606mila residenti, Genova, città-laboratorio per questioni demografiche – ha un indice di vecchiaia Istat di 234 contro una media italiana di 143, peggior valore Ue, laddove l’Irlanda ha 53 – abbraccia dunque la causa Smart.
Si reinventa, coltivando percorsi inediti da innestare sulle tradizionali leve economiche: portualità e nautica, turismo (in crescita), uno zoccolo manifatturiero in erosione, una vocazione hi-tech fra luci e ombre, l’ambiziosa scommessa, tuttora aperta, del villaggio tecnologico in costruzione sulla collina degli Erzelli, congelato dal recente rifiuto al trasloco da parte dell’Università. La via Smart possibile leva di sviluppo? Ne è convinto Giovanni Battista Ferrari, dg di Abb, 400 addetti a Genova: «È un modo per gestire le complessità di una città complessa.
Ha valenza non solo per gli abitanti, ma per la comunità tutta dei fruitori. L’innovazione al servizio del quotidiano, un target anche “vendibile”, che sempre più differenzierà l’Europa dal resto del mondo». Per il gruppo Iren, tramite Genova Reti Gas nel progetto Celsius, «sono importanti – sintetizza il presidente Paolo Del Gaudio – i progetti dimostrativi virtuosi e riproducibili: aiutano a svolgere la missione industriale più vicino agli utilizzatori finali». Intanto l’altro ieri, lunedì, primo incontro fra gli assessori Francesco Oddone di Genova, Cristina Tajani di Milano e Enzo Lavolta di Torino per individuare sinergie smart.

Un’altra battaglia
I progetti nati dalla promozione di tecnologie smart dimostrano, per l’assessore allo Sviluppo economico di Genova Francesco Oddone (nella foto), che il cambiamento
si impone come nuovo approccio

I tre progetti vincitori in sede europea
Il progetto si propone di individuare una metodologia di trasformazione delle città a partire da pianificazione strategica ed esperienze concrete, fino a un vero e proprio manuale delle Città Intelligenti, con la messa a punto di un “percorso” smart riproducibile nelle varie realtà. Partner genovesi del Comune: Enel Distribuzione e Are, Agenzia regionale per l’energia, con la collaborazione dell’Università e gli uffici regionali di Bruxelles.
Genova realizzerà una microrete energetica alle Gavette, Staglieno, che sfrutterà l’energia prodotta dal salto di pressione, convogliata verso una centrale di cogenerazione Iren, con cui sarà attivata una nuova rete di tele-riscaldamento/raffreddamento a servizio delle locali utenze industriali, commerciali e residenziali. Impegnati con il Comune, Genova Reti Gas, Università e D’Appollonia spa.
Il tema è la riqualificazione energetica delle palazzine popolari della “Diga” di Begato (nella foto). L’idea è di sviluppare una serie di strategie e soluzioni innovative per l’edilizia residenziale, finalizzate al raggiungimento di realtà distrettuali ad energia netta zero. Per questo progetto, coordinato dalla spagnola Fundacion Cartif, il Comune ha come partner genovesi Abb, Università, Unicredit e D’Appollonia.

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