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Servizio idrico, ricorso al Tar contro Mm

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dopo la lettera del Garante dell’energia, ora arriva anche un ricorso al Tar della Lombardia a mettere in discussione la legittimità del prolungamento dell’affidamento di altri 10 anni del servizio idrico milanese a Metropolitana milanese (Mm), la controllata del Comune di Milano. Ricorso che, avanzato da due consiglieri comunali di opposizione (Armando Vagliati e Pietro Tatarella, Forza Italia) contro la decisione del Comune, produrrà risultati solo se accolto e valutato positivamente dai giudici amministrativi. Cosa non scontata.

Ma vero è che, per quanto incerto, l’atto ha già un suo valore politico. Non solo una parte del centrodestra infatti, ma anche i vertici del Pd milanese, stanno guardando con scetticismo al prolungamento dell’affidamento del servizio idrico a Mm dal 2027 al 2037, preferendo invece lavorare per la creazione di un’Ato (Autorità territoriale ottimale) più ampia, comprensiva di tutta la città metropolitana milanese, e per la nascita di un solo gestore dell’area. Oggi invece la situazione a Milano rappresenta un’eccezione nel panorama nazionale: la città di Milano ha una sua Ato e un suo gestore, Mm appunto, mentre la provincia di Milano ha un’altra Ato e suo gestore, Cap holding.

Nel testo del ricorso si chiede che «si annullino i provvedimenti», in quanto «sussiste un contrasto insanabile tra le disposizioni nazionali e quelle regionali… infatti le prime prescrivono l’organizzazione in Ato o provinciali o metropolitani, ed escludono quelli comunali, mentre invece le secondo mantengono in vita l’Ato della città di Milano». In sostanza l’attuale organizzazione a Milano ha «effetti irrazionali». Critico con il ricorso è l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran: «La delibera per il prolungamento dell’affidamento è stata ben istruita e confidiamo in un esito positivo per il Comune».

Si è parlato più volte della creazione di una sola Ato e della fusione delle due società, Mm e Cap holding, soprattutto dopo le indicazioni date dal decreto nazionale Sblocca Italia che parla di un’unica Ato e di un unico gestore per le città metropolitane, ma chiaramente il prolungamento dell’affidamento a Mm oltre la sua scadenza naturale, il 2027, sposterebbe in avanti questo obiettivo. 

L’Autorità per l’energia elettrica, gas e sistema idrico, interpellata dal consigliere Pietro Tatarella, aveva già manifestato dei dubbi sulla decisione di allungare i termini di scadenza al 2037. «La presenza di diversi ambiti territoriali e di diversi gestori nel territorio di un’unica città metropolitana appare consentita solo fino alla scadenza naturale dei relativi contratti di servizio, senza possibilità di ulteriori proroghe», ha scritto il garante, pur rilevando di che «l’accertamento della legittimità non rientra tra le funzioni di questa Autorità», e rimandando quindi a un parere dell’Antitrust.

Nel frattempo a occuparsi della materia è anche la Regione Lombardia, come indicato proprio dalle norme nazionali, che tracciano le linee guida ma chiedono alle singole regioni la riorganizzazione territoriale delle Autorità d’ambito e dei gestori. Al Pirellone il disegno di legge, che porta la firma di Fabio Altitonante, punta a creare un’unica Ato regionale con 8 sotto-ambiti, ognuno dei quali con un solo gestore.

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