Lo scorso 2 aprile Marco Fioravanti, Presidente del Consiglio Nazionale ANCI e Sindaco di Ascoli Piceno, è stato audito dalla Commissione per la semplificazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. Il messaggio emerso è ormai un ritornello: la burocrazia deve smettere di essere un labirinto di adempimenti formali per diventare un ecosistema di servizi accessibili e tempestivi.
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L’analisi dell’ANCI scende nel dettaglio delle problematiche che frenano la piena efficienza dei Comuni come stazioni appaltanti. Tra le criticità più urgenti spicca il funzionamento del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE): nonostante il Codice miri alla totale digitalizzazione, molte verifiche (come quelle antimafia o i carichi fiscali) richiedono ancora procedure tradizionali a causa di una lacunosa interoperabilità tra ministeri ed Enti previdenziali. Questo scollamento tra norma e realtà tecnica genera un paradosso: la digitalizzazione, nata per accelerare, rischia di trasformarsi in un nuovo aggravamento di adempimento.
>> CONSULTA IL COMUNICATO DELL’ANAC SULL’AUDIZIONE.
Indice

Dalla trasparenza formale all’efficacia sostanziale
Nel suo intervento, Fioravanti concentra la sua attenzione sul superamento della trasparenza intesa come mero obbligo di pubblicazione. Oggi, molti Enti si limitano a “esporre” dati e atti in modi che risultano spesso incomprensibili all’utente finale. L’ANCI chiede un cambio di paradigma verso la trasparenza effettiva: le informazioni sui contratti pubblici e sull’accesso ai servizi devono essere chiare, fruibili e realmente utili per chi deve esercitare i propri diritti. Non basta pubblicare, occorre farsi capire.
Digitalizzazione: stop agli “adempimenti”, spazio ai servizi
Un altro punto critico sollevato riguarda la natura della trasformazione digitale. Per Fioravanti, è necessario passare da una “digitalizzazione di adempimento”, che spesso complica i processi interni senza sveltire quelli esterni, a una tecnologia che garantisca equità e velocità. I Comuni soffrono la stratificazione normativa e l’uso di un linguaggio eccessivamente tecnico. La richiesta è chiara: risorse stabili per l’innovazione e un quadro normativo certo, che permetta anche alle realtà più piccole di non restare indietro.
Le richieste concrete: il principio Once Only
L’Associazione ha delineato una roadmap precisa per snellire i rapporti con imprese e professionisti:
- Principio Once Only: I dati già in possesso della PA non devono essere richiesti nuovamente. L’interoperabilità tra banche dati deve diventare realtà, evitando ridondanze estenuanti per le stazioni appaltanti e i cittadini;
- Pieno funzionamento delle piattaforme: Strumenti come il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) e la Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici (BDNCP) devono operare a pieno regime per semplificare l’intero ciclo di vita dei contratti;
- Linguaggio standard e scheda sintetica: Introduzione di uno “standard minimo di chiarezza” per contratti e regolamenti, eliminando il burocratese in favore di un linguaggio semplice e completo e l’introduzione dell’obbligo di allegare a ogni contratto o carta dei servizi una scheda in linguaggio semplice che riassuma tempi, costi, requisiti e canali di reclamo.
- Correzioni normative puntuali: tra cui la reintroduzione espressa dell’affidamento diretto per le concessioni sotto i 140mila euro e l’adeguamento delle piattaforme ANAC per consentire la corretta profilazione di figure chiave come il “responsabile di fase”.
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