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Sblocco turnover, ANCI: “Anche i sindaci e le nostre comunità potranno contribuire alla ripresa del Paese”

Enti locali, obiettivo sblocco del turnover: “Anche i sindaci e le nostre comunità potranno contribuire alla ripresa del Paese”. Questo, in sintesi, l’obiettivo virtuoso che traspare dalle parole del presidente ANCI Antonio Decaro intervenuto alla conferenza stampa organizzata dall’Associazione stessa presso la sala stampa della Camera.

“Al governo chiediamo lo sblocco del turnover sul personale perché in questi anni i Comuni hanno fatto tanti sacrifici anche su questo versante, con una significativa riduzione della spesa. Abbiamo bisogno di ampliare le piante organiche e di permettere ad una nuova generazione di essere assunta dagli enti locali. In questo modo vogliamo contribuire a sostenere la ripresa economica del Paese”. A sottolinearlo è proprio il presidente Decaro. L’idea centrale è quella di ribadire, anche in vista della approvazione della Legge di Bilancio 2017, la necessità di sbloccare gli attuali e stringenti limiti sul turnover del personale.

Il numero uno dell’ANCI, parlando davanti a giornalisti e deputati, ha ricordato come esistono troppi ostacoli al ricambio generazionale nelle piante organiche dei municipi italiani: “Negli ultimi cinque anni la spesa corrente dei Comuni è scesa del 4,1%, mentre quella per il personale si è ridotta di 2,2 mld. di euro, vale a dire meno il 13,5%, una restrizione – ha rimarcato – sproporzionata rispetto alla dinamica del totale P.A. (-11 mld.; -6%)”. Tutto questo mentre “i trasferimenti erariali ai Comuni passavano dai circa 10 miliardi di euro nel 2012 a 1,4 miliardi di euro nel 2015”, ha rimarcato il presidente ANCI citando i dati contenuti in uno studio messo a punto dagli uffici dell’Associazione.

Il risultato è stato che “il personale in servizio delle amministrazioni comunali italiane, si è ridotto nel periodo 2007-2014 di 63.000 unità, passando da 8 dipendenti per 1.000 abitanti a 6,8 dipendenti per 1.000 abitanti”. Una situazione che è andata di pari passo con il progressivo invecchiamento del personale: 10 dipendenti su 100 hanno meno di 40 anni, mentre 60 dipendenti su 100 hanno più di 50 anni. Quanto poi ai dirigenti, uno su 100 ha meno di 40 anni; 75 dirigenti su 100 hanno più di 50 anni e 24 su 100 hanno più di 60 anni”, ha proseguito ancora Decaro.

Tutto questo scenario supporta la richiesta dell’Associazione al governo di sbloccare il turnover del personale. “Non chiediamo certo di avere una spesa maggiore perché si tratta sempre di turnover al 75% e in progressione potrebbe arrivare al 100%, in analogia con quanto avviene nei comuni con meno di 10mila abitanti. Vogliamo piuttosto avere la libertà di scegliere in quali settori assumere”, ha sottolineato Decaro. “Una volta fissato un paletto di spesa, i sindaci dovranno essere liberi di poter operare assumendo personale nei settori che ritengono più essenziali, in funzione delle scelte politiche da loro assunte”. Un obiettivo che ora appare possibile essendo tornati i finanziamenti sui Comuni – conclude Decaro -, dai 2 miliardi e 100 milioni di euro per rammendare le periferie, ai 700 milioni di avanzi di amministrazione sbloccati, 300 dei quali da destinare all’edilizia scolastica”.

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