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Fuga del personale PA, ma il Governo prevede 250mila nuovi ingressi

mobilità volontaria alla luce dei nuovi principi del fabbisogno del personale

Medici e chirurghi, insegnanti, dipendenti e dirigenti di giustizia, dell’INPS, dei ministeri: secondo i dati del Forum PA, pubblicati in data 3 maggio 2019, stiamo per assistere a un vero e proprio esodo della PA, favorito dalla combinazione tra il costante invecchiamento del personale pubblico e la recente introduzione del pensionamento “a quota 100”. Il documento parla, innanzitutto, di un’età media dei dipendenti pubblici che si attesta sui 50,6 anni. Il dato più significativo riguarda tuttavia la consistenza numerica relativa del personale:

Gli over 60 nel 2017 sono 531.585, ossia il 16,4%. Di contro la presenza di personale con meno di 30 anni si è andata assottigliando passando dal 10,4% nel 2001 al 2,8% nel 2017.

Le conseguenze risultano evidenti: se la pubblica amministrazione italiana ha già perso 200mila persone negli ultimi dieci anni, la situazione peggiorerà nei prossimi quattro, quando scatterà mezzo milione di pensionamenti. Insomma, per garantire il funzionamento (e l’esistenza stessa) dei servizi e delle strutture presenti, servirebbero 250mila assunzioni aggiuntive.

Per uno sblocco del turnover

Le premesse per il maxi-ricambio ci sono: dopo il turn over riportato al 100% in via generalizzata il prossimo appuntamento è con il d.d.l. intitolato alla «concretezza», che sarà esaminato in Aula al Senato subito dopo le europee con voto finale fra il 28 e il 30 maggio. Lì, oltre ai tornelli con rilevazione biometrica che dominano il dibattito e le polemiche in particolare con i presidi, c’è per la pubblica amministrazione centrale la possibilità di avviare i concorsi senza attendere il via libera preventivo del ministero, con l’obiettivo di accelerare la pratica.

Un corso di laurea in PA?

La carenza di personale non è tuttavia l’unico problema da risolvere: prioritaria dev’essere l’assunzione di personale qualificato. Per facilitarne l’orientamento verso gli uffici pubblici – spiega la ministra della PA Giulia Bongiorno – si profila un accordo tra Palazzo Vidoni e il MIUR in per la creazione di un corso di laurea ad hoc, inteso a formare i nuovi funzionari e i futuri dirigenti, e che possa direttamente sfociare in un concorso pubblico. L’altro versante su cui si lavora è quello di una regionalizzazione dei concorsi pubblici per frenare in modo strutturale l’esodo di chi entra nella PA e appena possibile chiede un trasferimento.

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