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Riforma Madia, ecco come cambia il trasporto pubblico locale

Trentotto articoli per riformare la gestione dei servizi pubblici territoriali in mano alle ex municipalizzate, ovvero acqua, rifiuti, energia elettrica e gas, e trasporto pubblico. 

Il decreto Madia, che s’inserisce tra quelli attuativi della riforma della pubblica amministrazione, potrebbe essere bollinato dalla Ragioneria dello Stato questa settimana. 

Dopo il primo via libera del Consiglio dei Ministri, del 20 gennaio scorso, il provvedimento è stato riaperto e al suo interno sono state travasate le norme sul Tpl del ministero guidato da Graziano Delrio

Tra le novità: via gli autobus super inquinanti (dal 2018); contratti di affitto per nuovi mezzi pubblici con la creazione di una rolling stock company, ovvero una società per l’acquisto di mezzi in leasing con il pagamento di un affitto (tramite Cassa depositi e prestiti); rimborso totale del biglietto per ritardi superiori ai 30 minuti, per le zone urbane, e un’ora, per le zone extraurbane. 

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La bozza del decreto sui servizi pubblici prevede una multa fino a 200 euro. Il biglietto per il bus va strisciato ad ogni corsa. In città rimborso biglietto dopo mezz’ora di ritardo del bus

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