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Recovery Plan: considerazioni sulla proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Adozione delle Linee guida recanti indicazioni in materia di affidamenti in house

di PAOLA MORIGI

Entro la fine del mese di aprile il Governo, previo passaggio in Parlamento, dovrà presentare alla Commissione europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che andrà ad inserirsi nel Next Generation EuropeIl Piano rappresenta un documento di programmazione importante, non solamente per i possibili finanziamenti comunitari che andranno a sostenerlo, ma anche perché dovrebbe essere supportato da una serie di riforme che saranno propedeutiche alla ripresa economica, indispensabile in un momento così particolare e difficile per la nostra economia. E in tale contesto anche gli Enti locali dovranno conoscere gli assi portanti del PNRR, dal momento che questo li faciliterà nell’indirizzare i propri investimenti e nel favorire, di concerto con le istituzioni comunitarie, nazionali e regionali, quello sviluppo che consentirà anche al nostro Paese di tornare a competere sui mercati mondiali. Ma vediamo più da vicino di cosa si tratta, dal momento che il testo del PNRR, presentato nello scorso mese di gennaio, è stato esaminato nell’ambito di una serie di Commissioni parlamentari che hanno espresso pareri su tale documento.
Già dalla lettura delle prime pagine del PNRR e delle Linee guida si può osservare che si intendono utilizzare le risorse che si renderanno disponibili attraverso i fondi comunitari cercando di coniugare l’obiettivo della crescita  ̶  necessaria dopo la stagnazione che si è prodotta a seguito della pandemia da Coronavirus  ̶  con la riduzione dei divari territoriali, ancora così forti nel nostro Paese. Considerando le caratteristiche italiane, un’attenzione particolare viene ad essere riservata all'”industria culturale”, al turismo, all’ambiente, dal momento che se verranno bene coordinati gli interventi in questi ambiti si attiveranno sinergie che saranno utili nel favorire la crescita negli anni futuri. Ecco allora che anche gli Enti locali, siano essi di grandi o piccoli dimensioni, potranno giocare un ruolo importante: la riscoperta dell'”Italia dei borghi” potrebbe rivelarsi utile nel cercare di coniugare la bellezza dei nostri territori con quegli elementi di flessibilità che oggi ci portano anche a lavorare in modo più flessibile, sia nei centri urbani più attrezzati che nelle campagne e nei piccoli centri collinari o montani, da remoto. Il Governo si trova quindi impegnato non solo ad affrontare le conseguenze della crisi pandemica, ma anche i nodi strutturali dell’economia e della società, cercando di evitare le conseguenze drammatiche che potrebbero manifestarsi nel medio e lungo periodo in un Paese in declino demografico.

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