Polizia locale: l’ANCI chiede risorse per stabilizzazioni e nuove assunzioni

Congresso CISL Funzione Pubblica: ANCI chiede piano pluriennale da 11.400 assunzioni per la Polizia locale. Il decreto legge sicurezza copre meno del 7% del fabbisogno reale

28 Aprile 2026
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Al congresso della CISL Funzione Pubblica, il sindaco di Bari Vito Leccese lancia l’allarme: il Fondo sicurezza urbana del decreto legge sicurezza copre meno del 7% del fabbisogno reale. Servono programmazione strutturale, risorse stabili e accesso alle banche dati.

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A quarant’anni dalla legge quadro sulla Polizia Locale, il bilancio è impietoso. Il decreto legge sicurezza incrementa il Fondo per la sicurezza urbana, ma le risorse stanziate, limitate al solo 2026, non reggono il confronto con il fabbisogno reale. Lo ha denunciato Vito Leccese, sindaco di Bari e delegato ANCI alla sicurezza urbana e Polizia locale, intervenuto al congresso della CISL Funzione Pubblica a Roma.

«Anche destinando tutti i 29 milioni del Fondo a nuove assunzioni a tempo determinato, potremmo reclutare circa 725 operatori in un anno. A fronte di un fabbisogno stimato di oltre 11mila unità mancanti, siamo di fronte a una misura insufficiente e, soprattutto, non strutturale»

Piano straordinario pluriennale e videosorveglianza: le richieste di ANCI

L’ANCI ha formalizzato la richiesta di un piano straordinario pluriennale capace di coprire almeno 11.400 unità mancanti, a cui si aggiungono circa 23mila ingressi necessari nei prossimi sette anni per gestire il ricambio generazionale. «Numeri di questa portata non possono essere affrontati con interventi una tantum: servono programmazione, formazione e investimenti nel tempo», ha sottolineato il delegato.

Critica anche la situazione della videosorveglianza: nel 2025 e nel 2026 le risorse si fermano a 19 milioni di euro, contro i 24,5 milioni del 2024. Nel solo 2024, su 1.666 proposte presentate, solo 336 Comuni avevano ottenuto finanziamenti.

Riforma della Polizia Locale: opportunità con riserva

Sul disegno di legge di riforma attualmente all’esame del Parlamento, Leccese ha espresso un cauto apprezzamento: «È positivo che, dopo quarant’anni, si torni a discutere di un riordino complessivo. Ma restano dubbi sui tempi e sull’efficacia delle norme, soprattutto in attesa di successivi decreti legislativi».

Permangono criticità operative rilevanti, a partire dall’accesso alle banche dati: un agente della Polizia locale non può ancora consultare in modo tempestivo le informazioni su soggetti fermati né accedere gratuitamente alle banche dati ministeriali sui veicoli, conclude: «La sicurezza urbana è oggi un diritto di cittadinanza. Dopo quarant’anni, il tempo della riforma non è più rinviabile».

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