È uscito l’ultimo rapporto PNRR Watch, il terzo curato da Assonime e Openpolis, analizza lo stato di avanzamento dei progetti italiani legati a lavoro, istruzione e formazione. L’indagine evidenzia come, nonostante gli ingenti finanziamenti, diverse misure strategiche quali il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), il potenziamento degli asili nido e lo sviluppo degli Its subiscano rallentamenti critici.
Tra le problematiche principali emergono l’inflazione, le difficoltà burocratiche e una gestione dei dati poco trasparente che ostacola il monitoraggio effettivo dei risultati. La Commissione Europea e la Corte dei Conti segnalano inoltre una scarsa incisività delle riforme nel migliorare il contesto imprenditoriale e nel garantire l’occupazione giovanile e femminile.
Con la scadenza del 2026 ormai prossima, il documento sottolinea l’urgenza di accelerare la spesa e l’esecuzione delle opere per non disperdere le risorse assegnate. In sintesi, il rapporto funge da monito sulla necessità di passare dagli adempimenti formali a benefici socio-economici tangibili per il Paese.
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Indice
Il monitoraggio sul PNRR: focus su lavoro e formazione
L’obiettivo del rapporto è andare oltre la semplice verifica del rispetto di milestone e target europei, per valutare l’effettivo impatto delle riforme sul mercato del lavoro italiano. In particolare, il documento analizza quattro interventi chiave: il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), la riforma e lo sviluppo del sistema degli Istituti tecnologici superiori (Its), gli investimenti negli asili nido e quelli per l’estensione del tempo pieno nelle scuole.
Tra i principali problemi rilevati in particolare nel programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), in primo luogo emerge una limitata capacità di trasformare la presa in carico dei beneficiari in occupazione stabile: i risultati più significativi si registrano tra i soggetti già vicini al mercato del lavoro, mentre le categorie più fragili (come disoccupati di lunga durata, giovani Neet o persone con disabilità) incontrano maggiori difficoltà a completare i percorsi e ottenere impieghi duraturi. A ciò si aggiunge il rischio di sovrastima dei risultati, dovuto a criteri inizialmente molto ampi nella definizione dei beneficiari raggiunti. L’analisi condotta sottolinea anche che solo circa il 13% delle risorse previste per Gol risultava effettivamente speso al momento della rilevazione.
Un ulteriore criticità riguarda la qualità della formazione, spesso standardizzata e non sempre coerente con i fabbisogni delle imprese, elemento che rende difficile valutare l’effettivo impatto dei percorsi sull’occupabilità. Il rapporto segnala inoltre forti disomogeneità territoriali nei servizi per l’impiego e limiti organizzativi dei centri per l’impiego, ancora in parte orientati a funzioni amministrative più che all’accompagnamento al lavoro.
A queste criticità si sommano problemi di integrazione dei sistemi informativi, ritardi nella spesa delle risorse e un collegamento ancora debole con il sistema produttivo, fattori che nel complesso rischiano di ridurre l’efficacia della riforma nel rafforzare il mercato del lavoro.
Politiche attive e formazione: le misure più rilevanti
Tra gli interventi analizzati, la misura economicamente più significativa riguarda le politiche attive del mercato del lavoro e della formazione, con una dotazione di circa 4,6 miliardi di euro. Il fulcro è rappresentato dal programma Gol, destinato a rafforzare i servizi per l’impiego e favorire il reinserimento lavorativo dei disoccupati, in particolare delle persone più fragili.
Secondo il rapporto, il programma ha consentito di raggiungere formalmente milioni di beneficiari e di rilanciare il ruolo dei centri per l’impiego. Tuttavia persistono alcune criticità strutturali: difficoltà nel trasformare la presa in carico dei disoccupati in occupazioni stabili, differenze territoriali nei servizi offerti e carenze nei sistemi informativi che dovrebbero monitorare i risultati delle politiche attive.
Accanto a Gol, il PNRR punta anche sul rafforzamento degli Istituti tecnologici superiori (Its), considerati uno strumento per migliorare il collegamento tra sistema formativo e imprese. A questo intervento sono destinati 1,5 miliardi di euro, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di formazione tecnica avanzata e aumentare il numero di studenti iscritti.
Implicazioni per Amministrazioni e imprese
Il report evidenzia come il PNRR rappresenti un’opportunità rilevante per modernizzare le politiche del lavoro in Italia. Tuttavia, ritardi attuativi, carenza di dati e difficoltà di coordinamento tra livelli istituzionali rischiano di limitarne l’impatto economico e sociale.
Per le Amministrazioni Pubbliche la sfida è rafforzare i sistemi di monitoraggio e migliorare l’integrazione tra politiche attive, formazione e servizi sociali. Per imprese e territori, invece, diventa strategico partecipare alla progettazione dei percorsi formativi, in particolare negli Its, per garantire che le competenze sviluppate siano realmente coerenti con i fabbisogni del mercato del lavoro.
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