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Nuovo regolamento privacy: quali obblighi per la Pubblica Amministrazione?

Nuovo regolamento privacy

di Ernesto Belisario

Il processo di riforma della PA, che culmina un ventennio costellato di corposi interventi normativi, impone agli uffici pubblici una necessaria rivoluzione culturale e un doveroso adeguamento. Semplificazione, trasparenza, prevenzione della corruzione, digitalizzazione, nuovo Codice dei contratti: queste alcune delle sfide con le quali gli uffici pubblici stanno facendo i conti. Sfide importanti alle quali bisogna aggiungerne un’altra di cui si parla ancora poco, ma che incombe come una spada di Damocle su tutti gli uffici pubblici e riguarda molto da vicino il processo di innovazione digitale.

Si tratta del nuovo Regolamento Europeo UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (noto anche come “GDPR – General Data Protection Regulation”). Il Regolamento ha ad oggetto la “tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati” e disciplina – senza necessità di recepimento – i trattamenti di dati personali, sia nel settore privato chee nel settore pubblico.

Il Regolamento è destinato ad abrogare la Direttiva 95/46 che ha portato l’Italia all’adozione del vigente Codice Privacy (d. lgs. n. 196/2003), norme adottate in un contesto tecnologico completamente diverso, prima che internet, social media, cloud e servizi in rete cambiassero definitivamente il nostro modo di vivere e lavorare. Le nuove norme, tra le altre cose, mirano proprio ad adeguare il livello di protezione dei nostri dati all’evoluzione degli strumenti che utilizziamo.

Il Regolamento è già in vigore e diventerà definitivamente applicabile in tutto il territorio UE a partire dal 25 maggio 2018. Non manca quindi molto tempo, tenendo conto delle complesse attività di adeguamento che devono essere effettuate da chiunque tratti dati personali.

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