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Monti prepara le prime misure per la crescita. Nel Pdl aumentano i dubbi. Casini: politica surreale

Fonte: Il Sole 24 Ore

Sarà soprattutto un’accelerazione dell’agenda di lavoro per arrivare a gennaio con il varo delle prime misure. Ma non sarà il Cdm, in programma domani alle 15, a varare il pacchetto per la crescita a cui lavora il Governo di Mario Monti. All’ordine del giorno della riunione di Palazzo Chigi ci sono infatti solo «indicazioni» del premier «sul programma di lavoro delle prossime riunioni del Cdm». Insomma, il professore vuole predisporre con attenzione le prossime tappe, ma prima di arrivare al via libera è intenzionato a concedersi un supplemento di riflessione.

Crosetto: spread non stupisce, professori fuori da realtà
Anche perché la luna di miele con i partiti, che ha contraddistinto la prima fase dell’esecutivo, sembra già archiviata. Soprattutto dalle parti del Pdl dove, all’indomani della bordata targata Silvio Berlusconi («la manovra rischia di portare in recessione l’economia», ha detto ieri il Cavaliere), è tutto un fiorire di affondi all’indirizzo del professore. Il più critico è l’ex sottosegretario Guido Crosetto. «Gli spread non mi stupiscono – spiega – il problema di Monti è lo stesso di Tremonti: ai professori, ai burocrati dell’economia sfugge la realtà del Paese. Un rigore tedesco o svizzero applicato all’Italia rischia di diventare mortale. Ci vuole un rigore italiano».

L’ex sottosegretario punta il dito soprattutto contro la ricetta approntata dall’esecutivo per aggredire l’evasione fiscale. «Il contraccolpo dell’intervento sui contanti e delle regole fiscali asfissianti rischia di essere molto più negativo che positivo. Serve più intelligenza concreta e serve colpire l’evasione a monte non a valle perché così si bloccano i consumi e si perde anche la possibilità di far pagare qualcosa attraverso l’Iva».

Il Pdl pianta i paletti per la fase due
Ma il partito del Cavaliere pianta anche precisi paletti con riferimento alla fase due. Lo fa, per cominciare, il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri. «In materia di liberalizzazioni il Pdl è pronto a fare la sua parte. Ma si tratta di affrontare i problemi veri, non di perseguitare alcune categorie». Bisogna attuare, prosegue Gasparri,«le riforme riguardanti i servizi pubblici locali e contrastare i veri potentati che condizionano la vita economica italiana». Gasparri però non risparmia qualche stilettata ai componenti del Governo. «L’iperattivismo di alcuni – attacca – potrebbe causare tensioni con conseguenze dannose e sconsigliabili». E anche il collega della Camera, Fabrizio Cicchitto, invita a i ministri «a non usare il Governo per montare o smontare operazioni e schieramenti politici». Mentre il leghista Roberto Calderoli avverte. «Monti vada in vacanza e rinunci a ogni ulteriore Consiglio dei Ministri, visto che dopo ogni seduta del Cdm il Paese sprofonda sempre di più verso il disastro».

Vendola punzecchia Bersani: Pd generoso nel sostenere l’esecutivo
Insomma, nel Pdl cresce l’insofferenza verso il nuovo esecutivo. Ma anche nel centro-sinistra si avvertono segnali di disagio. Così, dopo gli attacchi di Antonio Di Pietro, che ieri è tornato a tuonare contro la manovra («la cura da cavallo di Monti non funziona, si vada al voto»), oggi è il turno del leader di Sel, Nichi Vendola. «II Pd ha dimostrato una grande generosità sostenendo il governo Monti nonostante i sondaggi riconoscessero la vittoria alla coalizione del patto di Vasto», spiega il governatore della Puglia. «In ogni caso – aggiunge – noi non romperemo con Bersani per questo atto di generosità, perché la cosa più impotante è mantenere la prosettiva. Noi non siamo il governo Monti e vogliamo chiudere la stagione del berlusconismo con una svolta a sinistra. Monti faccia – conclude Vendola – la sua opera nel tempo più breve possibile e poi la parola passi alla democrazia».

Casini: surreale comportamento della politica sul premier
Attorno al Governo, dunque, si stringe la morsa di alcuni partiti. Ma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, prova a difendere l’esecutivo, mentre in Sicilia assesta un bel colpo alla sopravvivenza del governo Lombardo ritirando l’unico assessore centrista in giunta. «È surreale come la politica si comporti nei confronti del Governo Monti – scrive sul suo profilo Facebook -. Leggendo i giornali sembra che molti, scampato il pericolo, siano pronti a riprendere le vecchie abitudini». Ma il pericolo, sottolinea il numero uno centrista, «è più che mai davanti a noi e, se non cancelliamo le vecchie abitudini, potrebbe travolgerci».

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