Legge di Bilancio 2026: tutto sulla Manovra da 4,1 miliardi

Pubblicato il dossier del Servizio studi di Camera e Senato

4 Dicembre 2025
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Nuovo passaggio per la Legge di Bilancio 2026, ora pubblicato il dossier parlamentare che ricostruisce effetti, priorità e quadro macroeconomico della manovra. Il provvedimento, che muove 4,1 miliardi sul saldo netto da finanziare nel 2026, nasce in un quadro economico moderatamente espansivo ma ancora fragile. Secondo le stime riportate nel dossier parlamentare, il PIL reale dovrebbe crescere dello 0,7% nel 2026, mentre l’inflazione è prevista stabile intorno all’1,7%. Il rapporto debito/PIL, invece, rimane elevato: 137,4% nel 2026, con un deficit programmato al -2,8%. Numeri che indicano una traiettoria di miglioramento graduale ma condizionata dalla debole dinamica delle esportazioni e dalla necessità di mantenere alta la domanda interna. A influenzare la costruzione della manovra intervengono anche le nuove regole europee di governance economica, che impongono agli Stati un percorso di aggiustamento pluriennale misurato sulla crescita della spesa netta. Nel quadro di queste regole, la Manovra 2026 determina un impatto di +4,1 miliardi sul saldo netto da finanziare. È un valore contenuto, che riflette la scelta del Governo di mantenere un profilo prudente e concentrarsi su misure mirate piuttosto che su interventi espansivi di ampia scala.

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Dove vanno (e da dove arrivano) le risorse: le misure chiave della manovra

Il dossier parlamentare scompone in modo puntuale gli interventi previsti. La manovra si basa su una combinazione di maggiori entrate, soprattutto fiscali, e nuovi stanziamenti di spesa. Sul fronte delle entrate, incidono in modo significativo:

  • il contributo straordinario sugli extraprofitti bancari (1,65 miliardi);
  • la sospensione delle deduzioni legate alle DTA (1,8 miliardi);
  • l’aumento progressivo delle accise su carburanti e tabacchi (oltre 900 milioni complessivi).

Allo stesso tempo, alcune misure riducono il gettito: la più rilevante è la riduzione dal 35% al 33% della seconda aliquota IRPEF, che comporta 2,9 miliardi di minori entrate nel 2026. A questa si aggiungono interventi di sostegno al lavoro (premi di produttività, lavoro festivo e notturno) e il rinvio di plastic tax e sugar tax.

Sul lato della spesa, quattro sono i pilastri principali:

  • Sanità: +2,4 miliardi, soprattutto per rinnovi contrattuali e rafforzamento dei servizi;
  • Famiglia e welfare: revisione dell’ISEE (+500 milioni), incrementi delle pensioni minime e integrazioni per madri lavoratrici, rifinanziamento della Carta “Dedicata a Te”;
  • Imprese e investimenti: credito d’imposta ZES unica (2,3 miliardi), nuova Sabatini, incentivi a innovazione e digitalizzazione;
  • Enti locali: cancellazione delle anticipazioni di liquidità e nuove regole sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, con impatti diretti sulla capacità di spesa degli Enti.

PER APPROFONDIRE:
Legge di Bilancio 2026: l’impatto finanziario della manovra;
Il giudizio ISTAT sulla Legge di Bilancio 2026
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Implicazioni per la PA: cosa cambia davvero nel 2026

Per la Pubblica Amministrazione, la Manovra 2026 contiene alcune novità operative di rilievo. La detassazione del trattamento accessorio riduce il cuneo fiscale interno e può rendere più competitivo il settore pubblico. Le nuove regole sull’accesso alla pensione, con incrementi graduali dei requisiti dal 2027, impongono una programmazione più attenta del turnover.

PER APPROFONDIRE:
ANCI sulla Legge di Bilancio 2026: il punto di vista dei Comuni;
Legge di Bilancio 2026: i primi dossier di Camera e Senato
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Per gli Enti territoriali, l’abolizione della restituzione delle anticipazioni di liquidità rappresenta un sollievo concreto sui bilanci, mentre il nuovo calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità potrebbe migliorare la capacità di programmazione finanziaria.
Infine, il rafforzamento degli investimenti, dalle ZES ai fondi per la protezione civile, dalla manutenzione infrastrutturale alla ricostruzione post-calamità, offre nuove opportunità, ma richiede una gestione puntuale dei cronoprogrammi, anche alla luce della maggiore attenzione imposta dalla nuova governance europea.

Nel complesso, la manovra è prudente, selettiva e molto tecnica: poche misure ad ampio spettro, molte iniziative settoriali, e un’attenzione particolare alla solidità dei conti pubblici. Per la PA, il 2026 sarà un anno di assestamento: meno riforme strutturali, più gestione ordinaria e una crescente responsabilità nell’attuare gli interventi finanziati.

Leggi anche:
Edilizia: quali sono i bonus confermati nella Legge di Bilancio 2026.

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