Questo articolo è stato letto 3 volte

Misure fiscali a sostegno delle famiglie: il punto di vista dell’ANCI

Ieri, nel corso dell’audizione informale in merito al disegno di legge n. 1473 relativo alle “Misure fiscali a sostegno delle famiglie”, l’ANCI ha condiviso ed accolto con favore la razionalizzazione e il riordino delle misure fiscali a sostegno della famiglia, contenute nel disegno di legge al vaglio del Parlamento. Ad affermarlo è il sindaco di Reggio Emilia e delegato ANCI al Welfare, Luca Vecchi, il quale spiega: “Un provvedimento unico e di carattere universale per famiglie numerose e in difficoltà costituisce un’azione importante per il contrasto alla povertà assoluta e relativa. Condividiamo quindi l’ambizione di superare la stratificazione di norme che, nel tempo, hanno ingenerato un’evoluzione non sempre positiva del grado di equità delle norme stesse”.

“È opinione condivisa – così si apre il testo che riporta l’audizione informale – che le politiche di sostegno alla Famiglia – ed in particolare alla famiglia con figli a carico – nel nostro Paese siano state affidate negli anni a interventi isolati, spesso confusi tra le pieghe della più generale legislazione sociale e fiscale, sganciati da un coerente disegno programmatorio, spesso con efficacia limitata nel tempo ed insufficienti con riferimento al quantum impiegato, tanto nella dotazione complessiva, quanto nella destinazione finale, tradottasi in importi scarsamente significativi – e quindi di fatto inefficaci – per i singoli beneficiari.

Per ulteriori informazioni su questo tema leggi anche l’articolo Sostegno all’Inclusione Attiva (Sia): il sussidio per le famiglie in condizione di povertà.

Il Sindaco di Reggio Emilia manifesta comunque delle perplessità in quanto “ad oggi non siamo nelle condizioni di sapere con certezza se le risorse dedicate saranno sufficienti per attuare il disegno di legge. Anche sulle soglie ISEE – ha aggiunto Vecchi – abbiamo espresso perplessità poiché riteniamo la soglia massima per l’erogazione delle agevolazioni, oggi fissata a 50mila euro, non adatta e da rivedere, magari prevedendo scaglioni verso il basso o ridefinendo il valore stesso della soglia“.

Scarica il TESTO COMPLETO dell’audizione informale dinnanzi alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *