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Misure anticrisi entro il 5 dicembre

Vertice interministeriale sabato scorso a via XX settembre con il presidente del Consiglio Mario Monti. L’incontro è servito a mettere a punto un primo pacchetto di misure per seguire la strategia della crescita, della stabilità e dell’equità che saranno portate in Consiglio dei Ministri entro il 5 dicembre, stando a quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi. All’incontro hanno partecipato oltre al Premier i Ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Pietro Giarda, Enzo Moavero Milanesi. Non si tratta della manovra né delle grandi riforme che saranno approvate in seguito. Nel rispetto però dei vincoli europei, il Governo ha voluto preparare un primo insieme di misure fattibili in tempi brevi, frutto anche degli incontri che i vertici dell’esecutivo hanno avuto a livello europeo nei giorni scorsi. Dentro il pacchetto vi sarebbero tutti “i grandi titoli” delle questioni cruciali che l’esecutivo intende affrontare: dalla riforma del fisco a quella del lavoro, dalla concorrenza alle liberalizzazioni, alle pensioni. Insomma, un primo passo ma equilibrato, equo e che dia il segno della strategia del Governo. Circa i contenuti delle disposizioni in arrivo, tra quelle immediatamente congiunturali e quelle più strutturali che come detto necessiteranno di tempi un po’ più lunghi, oltre alla doppia mossa sull’immobiliare, con il ritorno dell’Ici (su cui però nelle ultime ore sono da registrare dei distinguo da parte delle forze che sostengono il Governo, tra cui il Pdl) e l’aumento delle rendite catastali, si punta anche all’aumento dell’Iva e in molti chiedono che si proceda ad un prelievo sui patrimoni (oltre un milione) e alle cessioni immobiliari (5 miliardi l’anno). Poi arriverebbero le misure per rendere più equo il sistema delle pensioni (contributivo per tutti) e per riformare il mercato del lavoro (flessibilità in uscita). Ma il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti Corrado Passera, a Bruxelles per la prima uscita, ha anche annunciato che ci sarà “un bel piano energetico nazionale” perché, “dopo il referendum sul nucleare, bisognerà rivedere i nostri piani”. Al Commissario europeo Tajani, poi, ha promesso un intervento per sbloccare i pagamenti delle amministrazioni pubbliche ai propri fornitori: è un capitolo che vale 60 miliardi, per le imprese ossigeno importante. Per il pareggio del bilancio, il Governo si appresta anche a modificare il testo all’esame della Camera per inserirlo in Costituzione facendo ricorso anche ad un organismo ad hoc di controllo sul modello del Cbo del Congresso Usa. Sul fronte ‘crescita’ (senza creare inflazione o alimentare il disavanzo) si punta anche a norme di semplificazione (ad esempio l’intervento per la liberalizzazione delle professioni). Ma si parla con insistenza anche di un taglio al peso del fisco sul lavoro. Nuove risorse arriverebbero dalla lotta all’evasione (tracciabilità a 300-500 euro), novità in dichiarazione dei redditi (con indicazioni più puntuali). Sul fronte pensioni, i temi sui quali il Governo lavorerebbe sono l’estensione del contributivo per tutti, l’anticipo dei tempi sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne nel settore privato (al momento l’adeguamento a quella degli uomini e delle donne nel settore pubblico è prevista tra il 2014 e il 2026) e l’anzianità arrivando in tempi brevi a quota 100 (tra età anagrafica e anni di contribuzione). Non è inoltre escluso l’anticipo delle regole sull’aumento dell’età pensionabile legandola all’incremento dell’aspettativa di vita dal 2013 al 2012.

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