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Lo Stato dei beni Comuni: rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni

Lo Stato dei beni Comuni/1: rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni

“I Comuni sono l’avamposto delle istituzioni sul territorio. Sono gli Enti locali a cui i cittadini si rivolgono in prima istanza per chiedere l’erogazione dei servizi essenziali e il soddisfacimento dei bisogni primari. La capacità dei sindaci e dei consigli comunali di rispondere alle richieste della popolazione è dunque decisiva affinché i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni”. Queste le parole del presidente della Camera Roberto Fico nel suo intervento in apertura di “Lo Stato dei beni Comuni”, l’incontro con i sindaci e gli amministratori locali tenutosi venerdì scorso presso la Camera dei deputati.
Si tratta di un compito delicato e difficile, reso ancor più gravoso negli ultimi anni dalla riduzione delle risorse umane e finanziarie a vostra disposizione. Credo – ha aggiunto il presidente della Camera – che tutti dobbiamo esservi riconoscenti per l’impegno e la passione con cui ogni giorno governate i vostri territori”.
Fico ha poi sottolineato l’importanza del tema scelto per l’incontro con i sindaci e gli amministratori locali, per la prima volta aperto anche ai presidenti dei consigli comunali. “È giunto il momento per riportare all’attenzione del Parlamento la necessità di un dibattito sullo statuto dei beni comuni e sulla valorizzazione e la tutela dei beni pubblici da parte delle amministrazioni competenti”, ha evidenziato.
Secondo il presidente della Camera, “i beni comuni potrebbero essere strumenti fondamentali per realizzare il compito che l’articolo 3 della Costituzione assegna alla Repubblica – di rimuovere quegli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. E certamente la definizione di un regime dei beni comuni – ha sostenuto – potrebbe rafforzare la tutela del paesaggio, del ‘patrimonio storico e artistico della Nazione’, dell’ambiente e delle risorse naturali, prevista dall’articolo 9 della nostra Carta”
Fico ha poi osservato che “c’è infine da considerare l’esigenza di attuare fino in fondo l’art. 42 della Costituzione che, nel riconoscere che la proprietà è pubblica o privata, ne demanda alla legge i modi di acquisto e godimento nonché la fissazione dei relativi limiti ‘allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti’”. Da questo punto di vista per il presidente della Camera “l’individuazione di una autonoma categoria di beni comuni – distinti da quelli pubblici e privati – potrebbe consentire anzitutto di meglio perseguire il principio di solidarietà sancito dall’articolo 2 della Costituzione, da intendersi anche e soprattutto quale obbligo di gestire e conservare tali beni nell’interesse delle generazioni future”.
“Il grido di allarme del sindaco Massimo Castelli non mi può lasciare indifferente”, ha affermato dal canto suo il premier Giuseppe Conte nel corso dell’incontro citando le parole sui rischi dello spopolamento dei piccoli borghi pronunciate dal sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni dell’ANCI Massimo Castelli.
“I vostri interventi – ha proseguito Conte – attestano come la riflessione sui beni comuni non possa più essere confinata nel dibattito scientifico ma deve entrare in quello politico. Ed è una categoria che ispira la vostra azione di governo locale. La nozione di bene comune è intimamente connessa al disegno costituzionale: come diceva Stefano Rodotà costituisce una terza via che si inserisce nel binario tradizionale tra pubblico e privato”.
Si delinea così, a partire soprattutto dalle esperienze dei Comuni, un nuovo rapporto di collaborazione tra cittadini e istituzioni. “Da questo punto di vista, l’esperienza che voi sindaci ci avete restituito oggi, e lo dico anch’io è bellissimo vedere tutti questi colori, il nostro tricolore così rappresentato, è particolarmente significativa. Avete testimoniato le innumerevoli volte in cui, nel corso della vostra attività di amministratori, vi siete adoperati per valorizzare beni che erano confinati in una dimensione di fruizione esclusiva affidandoli alle ‘cure’ della comunità sino a trasformarli in luoghi di aggregazione, di promozione di attività culturali, sociali, anche economiche”.

>> CONSULTA IL DISCORSO INTEGRALE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA ROBERTO FICO.

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