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Lo split payment traina il gettito Iva

Fonte: Il Sole 24 Ore

Lo split payment nei primi cinque mesi 2015 tocca quota 1,15 miliardi e mantiene a galla il gettito Iva che sul fronte degli scambi interni (-2,3%) sia sulle importazioni dai Paesi extra-Ue (0,8%) ha perso complessivamente 860 milioni. Il pagamento dell’Iva direttamente allo Stato e non più ai fornitori da parte delle amministrazioni pubbliche consente dunque alle entrate tributarie di tenere assestandosi a un +0,9% (+1,34 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il nuovo meccanismo sembra dunque produrre gli effetti annunciati dall’Esecutivo con l’ultima legge di stabilità: contrastare l’evasione Iva e allo stesso tempo produrre maggior gettito preventivato per quest’anno in 988 milioni di euro. Obiettivo che sembrerebbe raggiunto ma che in realtà al momento non tiene conto dei rimborsi «accelerati» (in tre mesi)che la stessa stabilità ha introdotto per ridurre le penalizzazioni (in termini di ritardi nei recuperi dell’Iva a credito e di conseguente di carenza di liquidità per le imprese) con cui si stanno confrontando in questi mesi i fornitori della Pa.

Dal bollettino delle entrate tributarie – diramato ieri dal dipartimento delle Finanze – viaggiano in terreno positivo anche gli incassi da accertamento e controllo: nei primi cinque mesi vanno di poco oltre i 3,404 miliardi di euro (+3,7%) di cui 2,246 da imposte dirette e 1,158 da indirette.
A trainare le entrate in questo scorcio del 2015 è stato anche il «caro aliquote» sulle rendite e i fondi pensione. A partire dall’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+562 milioni di euro, pari a +67,5%) portata dal al 26% con il decreto Irpef dello scorso anno. C’è poi l’imposta sostitutiva elevata dal 12,5 al 20% sulla tassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione a Oicvm di diritto estero (946 milioni di euro pari al +27,6%). Così come la sostitutiva sugli attivi dei fondi pensione maturati a fine 2014 che ha prodotto entrate per 1,1 miliardi di euro (+529 milioni di euro, +92,3%). Questo grazie all’aumento dall’11,5 al 20% dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sul risultato di gestione delle forme pensionistiche complementari, a effetto retroattivo dal 1° gennaio 2014.

Positivi anche gli incassi Irpef (+1,1%) grazie all’aumento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (+1,06 miliardi di euro, pari a +3,5%), delle ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (+89 milioni, pari a +1,7%), delle ritenute d’acconto (passate dal 4 all’8%) sui bonifici per lavori di ristrutturazione o di riqualificazione energetica degli edifici (+179 milioni di euro, pari a +45,2%) e dei primi versamenti in autoliquidazione (+18 milioni di euro, pari a +3%).

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