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L’Italia userà meglio i fondi Ue

Fonte: Il Sole 24 Ore

BRUXELLES – La crisi debitoria sta avendo il meri-to di rendere l’establishment politico ed economico ita-liano consapevole delle op-portunità offerte dal grande bilancio comunitario. Ieri qui a Bruxelles il ministro per l’Istruzione Francesco Profumo ha sottolineato l’impegno del governo non solo a negoziare capitolo per capitolo le prossime prospettive finanziarie 2014 – 2020, ma anche di miglio-rare l’uso del denaro euro-peo in Italia per sostenere la ricerca nazionale. Profumo ha incontrato ieri tre com-missari, proprio per discute-re di ricerca e soprattutto del rapporto tra industria e innovazione. Il ministro ha avuto colloqui con il com-missario all’Industria Anto-nio Tajani, all’Energia Gün-ther Oettinger, e all’Istru-zione Androulla Vassiliou. «Perdiamo ogni anno quasi 500 milioni di euro di fondi europei che la ricerca italia-na potrebbe fare propri. Non è più accettabile», ha detto Profumo in un incontro al parlamento europeo. Rife-rendosi al bilancio 2007-2013, il ministro ha spiegato che il contributo italiano è pari al 13,5% dei 56 miliar-di di euro messi a disposi-zione dall’Unione, mentre l’Italia riuscirà a recuperare appena l’8,5% del totale, sulla base dei progetti che ha presentato in questo pe-riodo. La concorrenza per ottenere i fondi europei è accerrima. «Dobbiamo – ha spiegato tra le altre cose Profumo – avvicinare le no-stre istituzioni a Bruxelles» per meglio approfittare del denaro comunitario. La pre-sa di posizione è giunta nel giorno in cui la Commissio-ne ha presentato un rapporto che segnala il ritardo italia-no nell’innovazione (si veda Il Sole/24 Ore di ieri). La relazione mostra che l’Italia è al 15mo posto nella classi-fica degli stati membri. Il paese è considerato un in-novatore moderato, alla pari con la Grecia, lontano dalla Germania o dalla Francia. «Gli investimenti nella ri-cerca e nell’innovazione aiu-tano la competitività e l’in-ternazionalizzazione delle imprese», ha ricordato Ta-jani. All’incontro al parla-mento europeo ha partecipa-to anche il vice presidente di Confindustria Daniela Bracco. Nel suo intervento, la signora Bracco ha insisti-to perché l’Italia crei mag-giori «sinergie tra i diversi fondi europei (…), naziona-li e regionali». Ha sottoline-ato che il paese deve assolu-tamente migliorare la sua partecipazione ai program-mi di ricerca europea, per-ché «è una grande opportu-nità di sviluppo per il nostro paese, per le imprese, per il mondo della ricerca». La visita di Profumo, l’incontro ieri al parlamento europeo e il rapporto della Commis-sione giungono mentre si sta negoziando il nuovo bi-lancio comunitario, che alla ricerca secondo la proposta della Commissione riserva 80 miliardi, rispetto ai 56 del bilancio precedente. «Sono fiducioso – ha detto Ferdinando Nelli Feroci, l’ambasciatore italiano pres-so la UE – che riusciremo a mantenere inalterato il livel-lo di finanziamenti proposti dalla Commissione». Il de-naro quindi ci sarà, all’Italia spetta utilizzarlo pienamen-te.

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