Questo articolo è stato letto 869 volte

Licenziamenti disciplinari PA: ok definitivo al testo correttivo

Licenziamenti disciplinari PA

Anche in materia di licenziamenti disciplinari nella PA va a buona fine il percorso del correttivo reso necessario dalla sentenza-terremoto 251/2016 della Corte costituzionale che aveva imposto l’intesa, invece del parere consultivo, con Regioni ed Enti locali per le parti della riforma della Pubblica Amministrazione che intrecciano le loro competenze. E pertanto dopo 13 mesi dal primo decreto sui licenziamenti sprint per i dipendenti pubblici assenteisti colti in flagrante, arriva dal Consiglio dei ministri tenutosi ieri sera (leggi qui il comunicato stampa integrale) il via libera finale al testo correttivo che blinda in maniera definitiva le procedure.

Licenziamenti disciplinari PA: l’ok in Cdm

Il Consiglio dei ministri infatti, su proposta del ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della legge di Riforma della Pubblica Amministrazione (articoli 16, comma 7, e 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124), prevede disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, in materia di “licenziamento disciplinare”. Si tratta delle disposizioni che recano modifiche all’articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a norma dell’articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare.

Cosa cambia con il correttivo

In particolare, le innovazioni apportate riguardano l’accoglimento dei pareri parlamentari in merito all’introduzione di un obbligo di carattere generale per le pubbliche amministrazioni concernente la comunicazione all’Ispettorato per la funzione pubblica dell’avvio e della conclusione dei procedimenti disciplinari e del relativo esito. Al fine di consentire un efficace e tempestivo monitoraggio, gli atti di avvio e conclusione del procedimento disciplinare, nonché l’eventuale provvedimento di sospensione cautelare del dipendente saranno comunicati dall’ufficio competente di ogni amministrazione, per via telematica, all’Ispettorato per la funzione pubblica, entro venti giorni dalla loro adozione.

Leggi anche l’articolo Licenziamento disciplinare (Riforma PA): il dossier.

Le tempistiche della procedura di licenziamento sprint

Il nuovo testo prevede, infine, sul testo originario e sulle modifiche apportate in sede di correttivo, l’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni e ha ottenuto, dopo l’esame preliminare del Consiglio dei ministri, l’intesa della medesima Conferenza nonché di quella Unificata.
Rimangono comunque due le date-chiave della procedura che conduce al licenziamento nel settore pubblico: la sospensione dei dipendente registrato a timbrare l’entrata per poi imboccare subito la via dell’uscita dall’ufficio deve arrivare entro 48 ore, conservando solo il diritto all’assegno alimentare, e il licenziamento deve scattare entro 30 giorni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *