ROMA – Efficienza energetica grande affare per tutti, se lo Stato riuscirà a trovare un migliore equilibrio tra gli incentivi al miglior uso dell’energia, che devono comunque crescere, e i sussidi alle rinnovabili, da mettere al riparo dai giochi della speculazione e in qualche caso del malaffare. Ecco allora il pieno sostegno delle associazioni ambientaliste alla ricetta illustrata un mese fa dalla Confindustria (si veda Il Sole 24 Ore del 21 settembre). Un pacchetto di incentivi all’efficienza da 17 miliardi di euro se ben distribuito può garantire al paese – sintetizza lo studio della Confindustria – un vantaggio economico complessivo per oltre 15 miliardi di euro, con la creazione di 1,6 milioni di posti di lavoro. Un corposo rapporto degli Amici della terra, presentato ieri in un convegno, conferma e rilancia: gli incentivi all’efficienza nell’edilizia vanno riproposti, e intanto la promozione dell’efficienza nei processi industriali deve diventare un must per l’intero sviluppo economico del paese. Già applicando le proposte della Confindustria – sostiene lo studio degli ambientalisti – si otterrebbero nel prossimo decennio risparmi nei costi ambientali per 19,7 miliardi di euro, di cui 8,9 miliardi a beneficio diretto del bilancio pubblico, grazie le minori spese del sistema sanitario e al risparmio nei costi per l’acquisto di quote di CO2 altrimenti resi necessari dalle regole di Kyoto. Efficienza e promozione delle rinnovabili possono e devono camminare in parallelo, ma l’attuale politica di aiuti alla generazione elettrica “pulita” – incalza Rosa Filippini, presidente degli Amici della terra – va comunque rivista, moralizzata, meglio indirizzata, in qualche caso persino alleggerita a favore delle nuove iniziative sull’efficienza. Ora gli incentivi all’eolico e al solare «aprono troppi spazi alla speculazione e finanziano tecnologie estere, come i pannelli fotovoltaici cinesi». Meglio allora rimodulare gli aiuti con una maggiore attenzione all’industria degli apparati. Vantaggi sicuri per consumatori e industria. Ma «con un ulteriore beneficio di tipo ambientale – spiega Andrea Molocchi, responsabile studi dell’associazione – a favore sia dei cittadini che dello Stato». «Per le detrazioni fiscali del 55% abbiamo stimato un beneficio ambientale di 800 milioni di euro per gli interventi del solo 2008 e di circa 2,5 miliardi di euro per il complesso degli interventi nel periodo 2007-2010». Cifra «che potrà moltiplicarsi a patto che il meccanismo delle detrazioni sia reso strutturale, anche per rispettare gli impegni al 2020 presi dall’Italia in sede europea». Onore intanto al meccanismo dei certificati bianchi, che incentiva i grandi progetti di risparmio energetico: un taglio di ben 52 milioni di tonnellate di CO2 tra il 2008 e il 2012 sta producendo «un beneficio economico da quote di CO2 risparmiate compreso fra 780 e 1.300 milioni di euro».
L’efficienza regala all’ambiente 20 miliardi
Dossier di Amici della Terra rilancia la tesi di Confindustria sul ruolo degli incentivi
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