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L’eccesso di controlli sarà un illecito

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Se il controllo opprime l’impresa scatta l’illecito disciplinare per il dipendente pubblico. E per opprimere il contribuente, il controllo amministrativo sotto forma di accesso effettuato da qualsiasi autorità competente dovrà rispettare poche e chiare regole: dovrà essere unificato, avere cadenza semestrale e una durata massima di quindici giorni. Non solo. Il nuovo bon ton degli accessi prevede anche che la Guardia di Finanza d’ora in poi operi in borghese. Mentre saranno esclusi dalle nuove modalità di controllo i casi straordinari di verifiche per salute, giustizia ed emergenza. Il coordinamento, poi, dei controlli effettuati a livello “substatale” (regioni, comuni e province) sarà affidato allo Sportello unico per le attività produttive (dove istituito) o alle Camere di commercio. È una delle ultime novità introdotte nel pacchetto delle venti misure fiscali del «decreto sviluppo» con cui l’amministrazione finanziaria punta a semplificare il rapporto con contribuenti e imprese. Tra le altre novità c’è il raddoppio da 10 milioni delle vecchie lire a 10mila euro del valore dei beni di cui le imprese possono disfarsi, perché inutilizzati o obsoleti, per i quali sarà sufficiente ricorrere al semplice atto notorio. Vengono in sostanza eliminati gli ulteriori adempimenti, che prevedono la comunicazione preventiva all’amministrazione finanziaria e alla Gdf. Per chi non ha denunciato le case fantasma entro il 1° maggio le sanzioni quadruplicate scatteranno dal prossimo 1° luglio. Trova conferma l’attenuazione del principio del “solve et repete”: in caso di richiesta di sospensione giudiziale degli atti esecutivi, non si procede all’esecuzione fino alla decisione del giudice e comunque fino al 120 giorno. Le misure di semplificazione fiscale prevedono altresì l’abolizione per importi minori della richiesta di ottenere la rateizzazione dei debiti tributari, quali conseguono dal controllo delle dichiarazioni e dalla liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata. In arrivo poi l’innalzamento a 300 euro dell’importo per riepilogare in un solo documento le fatture ricevute nel mese. Tra le conferme, cade l’obbligo annuale per i contribuenti di comunicare al sostituto d’imposta l’aggiornamento dei carichi di famiglia per i quali si ha diritto a detrazioni. La condizione è ovviamente che non siano variati rispetto all’anno precedente. In caso contrario, occorre segnalare la variazione. I benefici dovrebbero tradursi in minori oneri per cittadini e imprese. L’obiettivo è agire in via preventiva per evitare inutili duplicazioni, il cui impatto è vissuto dalle imprese come una sorta di inutile vessazione. Sulla strada della semplificazione si colloca anche la previsione di ridurre il numero di comunicazioni periodiche a carico degli imprenditori e professionisti soggetti agli studi di settore. Quanto alla modifica normativa in arrivo sullo “spesometro” che entrerà in vigore dal prossimo 1° luglio, viene disposta l’abolizione delle comunicazione telematica per acquisti superiori ai 3mila euro, in caso di pagamento con carte di credito, prepagate e bancomat. Nel fitto carnet di semplificazioni fiscali compare anche la possibilità per il contribuente di modificare la richiesta di rimborso di imposta, avanzata con la dichiarazione dei redditi, in richiesta di compensazione entro 120 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Viene altresì concentrata in un’unica scadenza l’effettuazione dei pagamenti da parte degli enti pubblici relativi a versamenti fiscali con il modello F24EP. Confermata anche l’estensione del regime di contabilità semplificata a 400mila euro di ricavi per le imprese di servizi, e a 700mila euro per le altre imprese. Inoltre i contribuenti in contabilità semplificata potranno dedurre l’intero costo (relativamente a singole spese che non eccedano i 1.000 euro), nel periodo di imposta in cui ricevono la fattura.

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