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«Italia in ritardo su ripresa e lavoro»

Fonte: Il Sole 24 Ore

PARIGI – La ripresa in Italia «continuerà a essere lenta» e anche il tasso di disoccupazione «calerà lentamente» ma la crescita si rafforzerà passando dall’1,1% di quest’anno all’1,6% nel 2012 «perchè la robusta domanda mondiale stimolerà le esportazioni e la crescita degli investimenti dovrebbe ri-accelerare». Bene il risanamento dei conti pubblici: l’Italia rispetterà gli obiettivi di deficit/Pil confermati nel Programma di stabilità per il 2011 (3,9%) e il 2012 (2,7%). «Dovrebbero essere più facili da raggiungere» grazie al miglioramento «importante» già realizzato nel 2010, quando l’indebitamento netto è sceso dal 5,3% del 2009 al 4,5%, raggiungendo un target più basso del 5% programmato dal governo per l’anno scorso. Sono queste le stime dell’Ocse sull’andamento dell’economia e delle finanze pubbliche per l’Italia, contenute nell’Economic Outlook presentato ieri a Parigi, secondo cui il deficit italiano scenderà al 3,9% del Pil nel 2011 e al 2,6 l’anno successivo, in linea così con le stime dell’esecutivo e rispettando i parametri europei. Una “pagella” italiana nel complesso positiva, perchè guardando avanti confida nella capacità dell’Italia di rispettare la tabella di marcia sulla correzione dei conti pubblici e riconosce che il cammino intrapreso finora non si è discostato dai binari prefissati. Le valutazioni dell’Ocse sono suonate ieri particolarmente lusinghiere a pochi giorni dal severo peggioramento delle prospettive di Standard & Poor’s sul rating italiano a medio-lungo termine, con il taglio dell’outlook da stabile a “negativo” proprio per il timore di una crescita inferiore alle attese, sotto l’1% e fino allo 0,8 per cento in mancanza delle necessarie riforme strutturali nel mercato del lavoro per migliorare la competitività. La recente decisione di S&P «non cambia per nulla la nostra valutazione» sul paese recentemente espressa, ha affermato il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria a margine della presentazione dell’economic outlook. «Noi non siamo un’agenzia di rating – ha puntualizzato – siamo l’Ocse e meno male». «I fondamentali dell’Italia dal punto di vista di sostenibilità del debito sono solidi e non sono certamente i fondamentali della Grecia», ha detto Pier Carlo Padoan, capo-economista e vice segretario generale dell’Ocse a Radiocor-Il Sole 24 Ore, e ha aggiunto: «La ragione per cui S&P ha deciso questa mossa (outlook negativo ndr.) mi é sconosciuta, ma dal nostro punto di vista nulla é cambiato». Non per questo, però, l’Ocse è stata tenera con l’Italia nel rimarcare che a causa dell’alto debito/Pil il consolidamento fiscale impone una «vigilanza» continua «sul controllo stretto della spese pubblica e su ulteriori miglioramenti nella riscossione delle tasse». I dati Ocse sul debito/Pil che usano i criteri contabili di Maastricht proiettano questo rapporto dal 119,1% del 2010 in rialzo al 121,3% nel 2011 e poi in calo al 120,8% nel 2012. Un’altra tabella Ocse che non utilizza la formula Maastricht per il debito/Pil ma la contabilità nazionale SNA95 – che è omogenea a livello mondiale e che tiene conto dei debiti commerciali e non solo del valore nominale dello stock dei titoli di stato – mettono in evidenza un dato italiano in calo dal 127,8% del 2009 al 126,8% del 2010, per poi risalire al 129% nel 2011 e ridiscendere al 128,4% nel 2012: il trend dell’Italia è andato meglio della Germania, che con questo calcolo di debito/Pil sale annualmente dal 69,3% del 2008 all’87,3% del 2011, e della Francia in ascesa anno su anno dal 70,9% del 2006 fino al 100% nel 2012. Un altro monito che l’Ocse lancia nel suo outlook con particolare vigore è rivolto al costo della raccolta che è destinato ad aumentare a causa del rialzo dei tassi d’interesse nel medio-termine. «L’obiettivo del pareggio di bilancio per il 2014 è importante per ridurre il debito/Pil va ridotto nel medio termine, tenuto conto in particolar modo che l’aumento dei tassi d’interesse a medio-lungo termine genereranno con ogni probabilità un aumento del costo del debito attraverso il rimborso dei titoli in scadenza», è scritto nel rapporto Ocse che menziona questa preoccupazione in due passaggi. Nel 2012 i tassi a dieci anni dell’Italia vengono proiettati al 5,4% contro il 4,4% della Francia e il 4% della Germania. In quanto alle dinamiche del debito italiano, quello negoziabile in titoli di stato, l’outlook Ocse ricorda che ne viene rimborsato il 19,1% in un anno, contro il 22,9% della Francia, il 21,3% della Germania, il 25,1% della Spagna ma anche l’11,9% della Grecia e il 29,7% degli Stati Uniti.

Il quadro macroeconomico dell’Italia
L’analisi dell’Ocse sull’economia italiana segnala una crescita molto contenuta per quest’anno (+1,1%), poi una performance migliore nel 2012 (+1,6%). Ritmi di sviluppo che implicano un tasso di disoccupazione inchiodato quest’anno all’8,4% sugli stessi livelli del 2010, poi una flessione all’8,1% nel 2012, ma ancora molto superiore al 6,8% del 2008. La situazione dei conti pubblici è invece «considerevolmente migliorata». Il rapporto deficit/Pil nel 2010 è sceso al 4,6% contro il 5% previsto dal governo. Si impone, invece, una stretta «vigilanza sul rapporto debito pubblico/Pil» salito nel 2010 al 119,1%.

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