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Il sindaco sceriffo trova la scappatoia

Fonte: Il Sole 24 Ore

Sindaci sceriffi, non è detta l’ultima parola. È ancora calda la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha ricordato che in materia di sicurezza non si scherza e che le ordinanze estemporanee possono tranquillamente finire nel cestino, che già si cerca di trovare nuovi spazi per esercitare un potere al quale ? spesso non a torto ? non si vuole rinunciare. La chiave di volta potrebbe essere fornita dai regolamenti comunali di polizia urbana. È lì dentro che potrebbero confluire tutti quei divieti, opportunamente rimodulati anche alla luce della censura di costituzionalità, che non sopravviverebbero altrimenti. Il rischio però è che anche prescrizioni fantasiose ? come i limiti di tolleranza delle panchine, non più di tre, quattro o cinque persone per volta in base alla latitudine (senza però alcun riferimento alla bilancia) ? potrebbero essere così consacrate all’interno di un atto di portata generale. E non più in un’ordinanza legata a una situazione di emergenza. L’unico ostacolo è rappresentato dai tempi. Mentre per l’ordinanza basta la firma del sindaco per diventare immediatamente e-secutiva, il regolamento richiede il voto favorevole del consiglio comunale. Chissà che anche qui non vengano poste questioni di fiducia…

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