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I tavolini in piazza fanno ricchi i Comuni

Fonte: Il Sole 24 Ore Nord-Est

I plateatici per la somministrazione di bevande e alimenti salvano i bilanci dei comuni veneti. L’antica tassa, di origine feudale, per occupazione di suolo pubblico garantisce “facili” introiti. Il caso di Venezia fa scuola. Nel 2011 il municipio ha previsto entrate da plateatici pari a 5,5 milioni: 486 i bar e ristoranti della città antica che hanno l’autorizzazione a posizionare sedie e tavolini all’esterno. Oggi le concessioni di plateatici sono però sospese a tempo indeterminato. Venezia ha infatti raggiunto il limite massimo delle autorizzazioni. «È nostro compito assicurare il corretto flusso dei turisti, in particolare nei mesi estivi – sottolinea Carla Rey, assessore al Commercio e (non a caso) alla Tutela del consumatore – In centro storico ci si può muovere solo a piedi. Tavolini e sedie devono essere dislocati secondo criteri precisi. Occorre dunque favorire la giusta convivenza fra gli esercenti, che hanno tutto il diritto di fare i loro affari, e gli ospiti a passeggio». L’assessore continua: «I plateatici sono vietati, per regolamento comunale, in prossimità dei ponti, sotto i cosiddetti porteghi e sulle calli considerate strette. I titolari di pubblici esercizi pagano un canone a seconda della zona». In piazza San Marco la tariffa per un plateatico è di 1,82 euro al giorno per metro quadrato. Esclusi dai plateatici, almeno per il momento, i negozi di abbigliamento o dei souvenir. «Il nostro comune – commenta Rey – non intende fare cassa con le autorizzazioni ai plateatici. Non possiamo fornire concessioni a pioggia. Venezia è una città fragile in termini logistici. Ai negozi di abbigliamento il suolo pubblico adiacente ai locali stessi non è necessario per la vendita o il consumo dei prodotti. Lasciamo allora i plateatici ai negozianti che ne hanno davvero bisogno». A Mestre sono invece in arrivo nuovi plateatici in piazzetta Matter, via Manin, via Caneve, via San Girolamo. La decisione è stata presa dalla Giunta per incrementare la vitalità e vivibilità del centro. Per quanto riguarda il comune di Verona, la tariffa in centro storico è di 0,21 euro al giorno al metro quadrato. La novità di quest’anno è la concessione di plateatici temporanei estivi, sopra i parcheggi con strisce blu, a pagamento. In questo caso il canone è di 3,53 euro al giorno per metro quadrato. Enrico Corsi, assessore alle Attività economiche del municipio, precisa: «Per i plateatici permanenti applichiamo una delle tariffe più basse di tutto il Veneto. Intendiamo dare un’opportunità agli esercenti e, nel contempo, un servizio ai turisti. Il nuovo regolamento comunale vieta esplicitamente le sedie di plastica da posizionare sulle piazze più prestigiose». A Padova la tariffa è di 0,26 euro al giorno a metro quadro in prima fascia, in pieno centro storico. L’anno scorso il comune ha incassato 2,7 milioni; nel 2011 l’introito previsto è leggermente inferiore, 2,6 milioni. Lo spritz nelle piazze delle Erbe, della Frutta e dei Signori non è solo un fenomeno sociale; arricchisce anche le casse comunali. «Abbiamo notato che l’evasione di questo canone da parte dei pubblici esercenti è nulla – chiarisce Umberto Zampieri, assessore al Bilancio – La spiegazione è semplice: l’occupazione del suolo pubblico è difficile da nascondere alle autorità predisposte ai controlli. Così, per non avere problemi, i titolari di bar e ristoranti pagano secondo i termini previsti. In ogni caso la polizia municipale effettua controlli a campione». L’anno scorso a Vicenza, in piazza Biade, sono stati individuati cento metri quadrati di nuovi plateatici al posto dei parcheggi per le auto.

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