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I francesi vogliono i bus di Firenze

Fonte: Il Sole 24 Ore

FIRENZE – Si aspettavano tre-quattro concorrenti, se ne sono presentati sei sulla linea di partenza della gara che, per la prima volta in Italia, mette sul mercato il 100% di una grande azienda pubblica dei bus, la fiorentina Ataf da sempre nel portafoglio di Palazzo Vecchio. Ieri, alla scadenza della manifestazione d’interesse, sono arrivate le buste di due colossi del trasporto pubblico europeo – i francesi Ratp e i britannici Arriva (acquisiti nell’agosto 2010 da Deutsche Bahn) – insieme con quella delle Ferrovie, che concorrono e attraverso la controllata BusItalia-SitaNord (in cordata con Cap Prato e Autoguidovie Milano). Il fronte delle aziende pubbliche su gomma è rappresentato da Tper, nata un mese fa dalla fusione tra le divisioni trasporto di Atc Bologna e FerFerrovie Emilia Romagna; da Umbria Tpl, frutto della fusione delle aziende che operavano sul territorio umbro; e dal Gruppo torinese trasporti (Gtt), di proprietà del Comune di Torino. Spicca l’assenza delle aziende toscane di trasporto pubblico, che negli ultimi tempi si erano aggregate in Ctt e Tiemme. I gruppi Arriva e Ratp – da anni radicati in Italia attraverso quote di minoranza di aziende di trasporto – corrono per Ataf attraverso due partecipate italiane: Sia Brescia da una parte, e Autolinee Toscana dall’altra, piccola azienda che percorre due milioni di chilometri l’anno sulle strade tortuose del Mugello. «E guadagna soldi – sottolinea Bruno Lombardi, amministratore delegato di Ratp Dev Italia – a dimostrazione che anche col trasporto pubblico si possono avere bilanci in utile». Ataf non ha ancora scoperto le carte su prezzo e vincoli: soltanto nel capitolato, allegato alla lettera d’invito alla data room che sarà spedita nelle prossime settimane agli ammessi alla gara, si chiariranno la base d’asta (previsti 7-8 milioni) e le clausole di vendita, in particolare quelle sul riassorbimento dei lavoratori. La gara ha per oggetto il ramo Tpl, già confluito nella newco Ataf Gestioni srl, e un ventaglio di partecipazioni societarie tra cui il 34% di Linea (trasporto su gomma), il 60% di Firenze Sigthseeing (bus turistici a due piani) e il 49% di Gest, che gestisce la tramvia fiorentina. Ataf prevede tempi brevi per la presentazione dell’offerta (52 giorni), così da arrivare entro l’estate all’aggiudicazione della gara: «Siamo molto soddisfatti per l’interesse che importanti gruppi nazionali e internazionali hanno manifestato per il nostro ramo Tpl», commenta il presidente Filippo Bonaccorsi che, insieme col sindaco Matteo Renzi, negli ultimi mesi ha portato avanti una dura battaglia con i sindacati, contrari alla cessione dell’azienda. Renzi e Bonaccorsi sono convinti che la vendita sia l’unica strada per non far morire Ataf, affidandola a un investitore industriale in grado di mettere le risorse che gli enti pubblici oggi non sono più in grado di garantire. Dopo aver chiuso il bilancio 2010 in pareggio, nel 2011 Ataf dovrebbe perdere 5-6 milioni, legati soprattutto al taglio dei chilometri percorsi (2,2 milioni in meno) e all’aumento del costo del carburante (1,2 milioni in più). Ma c’è un altro motivo per far presto: Renzi e Bonaccorsi considerano fondamentale svolgere la gara per la cessione di Ataf prima di quella annunciata dalla Regione per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico su gomma che, per la prima volta, avrà un lotto unico regionale. Chi si prende Ataf è il candidato-principe a gestire il trasporto bus nell’intera Toscana.

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