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Fondi Ue, migliora la spesa italiana. Faro sui conti pubblici

La Commissione europea ha pubblicato la sua pagella su crescita e conti dell’Italia e degli altri 27 partner europei per il 2013 e 2014. Le previsioni economiche d’autunno, presentate dal Commissario agli affari economici, Olli Rehn, conterranno le stime su Pil, occupazione, deficit e debito. “Non dovrebbero esserci sorprese”, dice una fonte europea, anche se ieri si stavano ancora apportando gli ultimi ritocchi sulle cifre dell’Italia. Gli occhi sono puntati soprattutto sul dato del disavanzo: in caso di sforamento del 3% quest’anno la Commissione potrebbe riaprire la procedura per deficit eccessivo. “L’Italia è al limite, ma le misure del governo dovrebbero bastare” per restare entro la soglia, spiega la fonte. Tra le righe del documento si leggeranno le prime valutazioni sulla legge di stabilità, anche se il giudizio definitivo della Commissione è atteso solo per il 15 novembre e terrà conto delle Raccomandazioni specifiche indirizzate in maggio.
Nel frattempo migliora l’ammontare dei fondi europei utilizzati dall’Italia: a ottobre, la spesa certificata presentata a Bruxelles per l’attuazione dei programmi ha raggiunto il 47,5% della dotazione totale, superando di 4 punti percentuali il target prefissato, secondo una nota del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione. I dati sui fondi Ue segnano un cambio di rotta, anche se non del tutto soddisfacente, in particolare per le “importanti differenze tra il Nord e il Sud”.
Le regioni più sviluppate hanno raggiunto il 57,1% della spesa certificata, mentre quelle meno sviluppate si sono fermate al 43,1%. In vista della prossima scadenza del 31 dicembre, il Ministro Carlo Trigilia ha chiarito che il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione “è impegnato a mettere in atto tutti gli interventi a supporto delle amministrazioni titolari dei programmi che si rendessero necessari per evitare la perdita di risorse”. Il prossimo anno, l’Italia potrebbe anche beneficiare della “clausola degli investimenti”, che consente ai paesi fuori dalla procedura per deficit eccessivo di scostarsi dagli obiettivi di bilancio di medio termine per le risorse destinate ai progetti cofinanziati dall’UE. Il via libera della Commissione, quando si esprimerà sulla legge di stabilità, è dato per scontato a Bruxelles.

LE VERIFICHE
In vista del 15 novembre, i tecnici di Rehn stanno analizzando da vicino la nuova service tax e le entrate programmate dalla dismissione degli immobili pubblici. L’attenzione è indirizzata anche al debito, che deve iniziare a scendere se l’Italia vuole evitare una nuova procedura con il Fiscal Compact.
Per sbloccare il potenziale di crescita, Bruxelles avrebbe voluto qualcosa di più, in particolare per tagliare il cuneo fiscale. Ma dentro la Commissione si riconosce che, con un deficit al limite del 3% e un debito oltre 130% del Pil, “il margine di bilancio dell’Italia era molto limitato”. Nelle previsioni sull’Italia, Rehn dovrebbe aggiornare in negativo i dati sul Pil di quest’anno, dopo che in maggio aveva indicato una recessione dell’1,3%, e mantenere sostanzialmente invariate le stime per il prossimo. La maggior parte delle istituzioni internazionali concorda su una contrazione del 1,8% nel 2013 e una ripresa tra lo 0.4% (Ocse) e lo 0,7% (Fmi) nel 2014.

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