Decreto fiscale, energia e autonomie: le novità per la PA dal CdM del 27 marzo

Un approfondimento sulle misure contenute nel comunicato stampa n. 166 frutto dell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri

30 Marzo 2026
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Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 27 marzo 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato un pacchetto articolato di interventi normativi su fisco, sanità, autonomia regionale ed energia. Tra i provvedimenti principali spicca un decreto legge fiscale con misure urgenti in materia fiscale ed economica. Sul fronte sanitario, è stato varato un disegno di legge per riorganizzare la Commissione centrale delle professioni sanitarie. Ampio spazio anche all’attuazione degli statuti speciali e delle norme europee su gas e idrogeno. Completano il quadro numerosi provvedimenti approvati in via definitiva, tra decreti legislativi e regolamenti.

>> CONSULTA IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 166.

Indice

Decreto fiscale: crediti d’imposta e correttivi operativi per imprese e contribuenti

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri introduce un pacchetto articolato di misure fiscali ed economiche con impatto diretto su imprese, professionisti e operatori economici. Tra gli interventi più rilevanti spicca il credito d’imposta del 35% sugli investimenti, destinato alle imprese che hanno già presentato comunicazioni. La misura, ancora suscettibile di rafforzamento in fase di conversione, sarà oggetto di un confronto con le categorie produttive per definire priorità e possibili risorse aggiuntive.

Sul piano operativo, il decreto interviene su diversi fronti per chiarire o rinviare adempimenti. Viene ad esempio posticipata al 1° gennaio 2026 l’applicazione del nuovo regime IVA sulle operazioni permutative, salvaguardando i comportamenti già adottati, mentre slittano anche alcune scadenze tecniche:
– la ritenuta sulle provvigioni entrerà in vigore dal 1° maggio 2026;
– il contributo sulle spedizioni extra-UE sotto i 150 euro dal 1° luglio 2026, per consentire l’adeguamento dei sistemi doganali.

Novità anche sul fronte della fiscalità internazionale e societaria. Si aggiornano le regole per i lavoratori impatriati, con effetti dal 2027, e si introduce una disciplina più chiara per l’avviamento negativo: per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali, si stabilisce che, in operazioni di cessione d’azienda, la differenza negativa tra il corrispettivo e il valore dei beni concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi.

Viene ripristinato il regime di favore su dividendi e participation exemption (PEX) dal 2026, rafforzando l’attrattività del sistema per gli investimenti.

Tra le altre misure, si segnala l’eliminazione del vincolo geografico per la maggiorazione dell’ammortamento sui beni strumentali, ora estesa anche a prodotti extra UE, e l’esenzione fino a 300 euro per i premi agli atleti dilettanti fino al 2026.

Il decreto contiene inoltre interventi di sistema: esenzione fiscale per gli interessi dei sistemi di garanzia dei depositanti fino al 2028, aumento dell’imposta di bollo per soggetti non persone fisiche, rafforzamento dell’educazione finanziaria con il coinvolgimento della Guardia di finanza e la possibilità di avvalersi di esperti e consulenti esterni. Inoltre sono previsti stanziamenti mirati per la carta europea della disabilità e l’Avvocatura dello Stato.

Nel complesso, il provvedimento combina misure di stimolo economico con interventi tecnici di razionalizzazione normativa, con effetti immediati sulla gestione fiscale di imprese e intermediari.

Professioni sanitarie: riforma della Commissione centrale e tempi certi per i ricorsi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via d’urgenza un disegno di legge che riforma la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS), organo che decide sui ricorsi contro i provvedimenti degli Ordini professionali.

L’intervento punta a garantire maggiore efficienza e riduzione dei tempi, attraverso una riorganizzazione in due sezioni e l’introduzione di regole processuali più chiare, con termini certi e maggiore utilizzo degli strumenti digitali.

Previsti anche interventi per lo smaltimento dell’arretrato, al fine di evitare incertezze giuridiche e assicurare un equilibrio tra tutela dei professionisti e interesse pubblico alla salute. Per gli operatori, la riforma significa procedure più rapide e maggiore prevedibilità delle decisioni.

Autonomie speciali: finanza, bilinguismo e formazione artistica

Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre decreti legislativi di attuazione degli statuti speciali, intervenendo su finanza pubblica, tutela linguistica e formazione artistica nelle Regioni autonome.

Per il Friuli-Venezia Giulia, viene definito il contributo alla finanza pubblica statale per il periodo 2027-2033, con regole certe ma flessibili: lo Stato potrà modificarlo entro limiti prefissati (fino al 20% in casi eccezionali), mentre aumenti ulteriori dovranno essere concordati con la Regione.

Nel Trentino-Alto Adige/Südtirol, le modifiche riguardano la gestione del bilinguismo: vengono migliorate le procedure per la dichiarazione di appartenenza linguistica, la distribuzione dei magistrati tra gruppi linguistici e l’uniformità della terminologia giuridica e amministrativa, con effetti pratici sull’attività della PA e della giustizia garantendo che i destinatari della comunicazione effettuata dai Comuni abbiano effettiva conoscenza della facoltà di rendere la suddetta dichiarazione di appartenenza o aggregazione.

Per la Valle d’Aosta, l’intervento aggiorna l’ordinamento dell’alta formazione musicale: l’istituto musicale pareggiato prende il nome di “Conservatoire de la Vallée d’Aoste”, con nuove regole di reclutamento e mobilità del personale docente, anche verso altre Regioni, subordinata alla conoscenza della lingua francese.

Gas e idrogeno: nuovo quadro per il mercato energetico

Via libera in esame preliminare al decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE sui mercati del gas rinnovabile, naturale e dell’idrogeno, con l’obiettivo di accompagnare la transizione energetica e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il provvedimento introduce un quadro normativo organico per lo sviluppo dell’idrogeno, disciplinando trasporto, stoccaggio e fornitura, oltre all’organizzazione del settore. Vengono definite regole chiare per l’accesso alle infrastrutture e per la separazione dei gestori delle reti, in linea con i principi europei di concorrenza.

Sul fronte dei consumatori, si rafforzano i diritti degli utenti finali, con maggiore trasparenza nelle bollette, libertà di scelta del fornitore e diffusione dei sistemi di misurazione intelligenti. Particolare attenzione è riservata ai clienti vulnerabili (e in condizioni di povertà energetica), con misure per garantire la continuità del servizio.

Il decreto punta inoltre a favorire l’integrazione progressiva dei gas verdi nel sistema energetico nazionale, in coerenza con gli obiettivi climatici. Centrale il ruolo di ARERA, cui vengono attribuite nuove funzioni di regolazione e tutela nei mercati emergenti dell’energia.

Provvedimenti definitivi: riforme operative tra sanità, difesa e mercato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva un pacchetto articolato di interventi normativi, composto da un disegno di legge, sette decreti legislativi e un regolamento, già esaminati con i pareri delle istituzioni competenti.

Tra i contenuti principali:

  • Sanità: istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili e correttivi alla disciplina degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico;
  • Difesa: revisione dello strumento militare, riorganizzazione della sanità militare e il regolamento recante modifiche al Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare;
  • Economia e mercati: riforma organica dei mercati dei capitali e delle società di capitali;
  • Assicurazioni: aggiornamento della disciplina responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità in linea con le norme europee;
  • Sicurezza dei prodotti: adeguamento al regolamento UE sulla sicurezza generale, con maggiori garanzie per consumatori e operatori;
  • Indicazioni geografiche: nuove tutele per prodotti artigianali e industriali, con ricadute sulla valorizzazione del Made in Italy.
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