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Decreto ambiente in cassaforte

L’Aula della Camera ha approvato il decreto ambiente, il n. 2 del 2012, che contiene numerose norme sui rifiuti, con 382 sì, 74 no e 17 astensioni. Il dl torna in Senato, che l’aveva votato in prima lettura il 23 febbraio, per il via libera definitivo, che a questo punto avverrà sullo stesso testo licenziato da Montecitorio (l’altro ieri era stata votata la fiducia). Interventi urgenti sull`emergenza rifiuti in Campania, con nuove misure per la realizzazione e l`ammodernamento degli impianti nella regione, e norme di applicazione del divieto di commercializzazione degli shopper non biodegradabili, secondo gli standard europei di biodegradabilità, sono le novità principali apportate dal provvedimento. Il quale dovrebbe sancire la fine di una situazione perennemente emergenziale soprattutto per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. In tal senso è stato annunciato nei giorni scorsi un “tavolo di collaborazione” tra il ministero della Giustizia e il ministero dell’ambiente sul riordino della normativa a tutela dell’ambiente, con particolare riferimento al ciclo dei rifiuti. Ad affermarlo, in occasione di un’audizione davanti alla commissione di inchiesta sui rifiuti, e’ stata la guardasigilli, Paola Severino. “Ci stiamo lavorando con il ministro Clini – ha spiegato Severino -. Si tratta di una materia interdisciplinare, che coinvolge più amministrazioni e istituzioni. So che il tema dei tavoli serve spesso a creare mega strutture che occupano molto tempo e non producono risultati, ma la nostra intenzione e’ quella di creare un’interazione molto snella e funzionale al tema”. Tutto questo mentre scatta oggi alle 12  il termine per la presentazione delle domande di finanziamento dei progetti del Fondo Rotativo Kyoto, il programma del Ministero dell`Ambiente per la promozione dell`efficienza energetica, della ricerca innovativa in campo ambientale e delle fonti rinnovabili di piccola taglia, gestito dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp). Il nuovo strumento, che si rivolge a cittadini, condomini, imprese, persone giuridiche e anche alle pubbliche amministrazioni. Dal 2 marzo scorso – quando si sono aperte le procedure di accredito – il sito di Cdp, attraverso il quale i beneficiari potranno richiedere i finanziamenti, ha ricevuto oltre 3.600 ‘accreditamenti’. “Il grande numero di accrediti – commenta il ministro dell`Ambiente Corrado Clini – è il segnale che il fondo Kyoto rappresenta una risposta utile e convincente all`esigenza di finanziamento della green economy nel nostro paese. Un programma destinato ad investimenti piccoli e medi risponde all`esigenza di diffusione sul territorio di strumenti e tecnologie che consentono una progressiva riconversione del nostro sistema energetico verso un modello low carbon, con grandi vantaggi per l`ambiente e con effetto volano per tutte le filiere produttive legate alla green economy”. Le risorse del Fondo in questa prima fase sono di 600 milioni di euro – distribuite in tre cicli da 200 milioni l`uno. I finanziamenti, erogati al tasso agevolato dello 0,50%, sono destinati a microcogenerazione diffusa (impianti che utilizzano fonti da gas naturale, biomassa vegetale, biocombustibili liquidi, biogas); rinnovabili di piccola taglia (eolico, idroelettrico, termico, fotovoltaico, solare termico); usi finali (involucro degli edifici e infissi; teleriscaldamento da impianti a gas naturale, biomassa, biocombustibili, biogas; geotermia; cogenerazione); sostituzione di motori elettrici industriali; interventi sui cicli produttivi delle imprese che producono acido adipico e delle imprese agro-forestali (protossido di azoto); ricerca in tecnologie innovative; gestione forestale sostenibile.

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