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Dall’Ici sulla prima casa 150 milioni per il Comune

Fonte: Il Sole 24Ore

A Milano il gettito garantito dalle imposte sulla casa andrà oltre il raddoppio. E a garantire il maggior gettito saranno i cittadini, quando dovranno pagare la nuova imposta Imu, la riedizione aggiornata della vecchia Ici. Mediamente i milanesi dovranno sborsare più del doppio di quanto hanno pagato fino ad oggi. Sempre che non si decida di ritoccare all’insù le aliquote indicate dalla manovra come punto di riferimento medio (il 7,6 per mille). Altrimenti il conto finale potrebbe essere anche più caro. La casa a Milano Ecco i primi numeri indicativi. I cittadini di Milano pagano per il possesso del mattone circa 300 milioni; con la manovra del governo Monti, si arriverà, come minimo, a circa 650. Adesso gli attuali 300 milioni sono calcolati solo sulle seconde case, dato che l’Ici sulla prima casa è stata prima ridimensionata dal governo Prodi e poi cancellata dal governo Berlusconi. Milano aveva quindi solo un’aliquota al 5 per mille per le seconde abitazioni. Ecco cosa dovrebbe succedere a Milano con la manovra. Se non ci saranno cambiamenti in fase di dibattito parlamentare, l’Imu reintrodurrà un’imposta sulla prima casa, che con le nuove stime catastali e al netto delle detrazioni da 200 euro (previste entrambe dalla manovra nazionale) dovrebbero portare alle casse di Palazzo Marino circa 150 milioni, sempre che l’amministrazione comunale decida di lasciare l’aliquota come era prima della cancellazione, cioè al 4,6 per mille. Per i Comuni la possibilità di aumentare l’aliquota sulla prima casa arriva teoricamente fino al 6 per mille (con un minimo del 2 per mille), ma è alquanto improbabile che sulla prima casa il sindaco Giuliano Pisapia decida di portare l’imposta al massimo livello. Non dovrebbero dunque esserci ritocchi, o almeno non esagerati. Per quanto riguarda la seconda casa, la cui imposta è oggi fissata al 5 per mille, si calcola approssimativamente che il nuovo gettito Imu raggiungerà i 500 milioni, considerando l’aliquota di riferimento al 7,6 per mille e la nuova valorizzazione catastale. Anche in questo caso c’è la possibilità di manovrare l’aliquota, aggiungendo o togliendo 3 punti al 7,6 per mille. Sulla seconda casa si studia dunque l’ipotesi di un rialzo, diversamente da quanto avviene per la prima casa. In totale, dunque, il gettito del mattone a Milano, comprendendo sia la prima che la seconda casa, dovrebbe arrivare a circa 650 milioni minimi, ma potrebbe essere anche di più se l’aliquota sulla seconda casa dovesse crescere ancora. Finanze ancora in bilico Il gettito garantito dagli immobili aumenta, ma questo non significa che il Comune di Milano rimetterà i conti a posto in un batter d’occhio. Anzi, come in tutti gli enti locali, a Palazzo Marino in queste ore si sta realizzando quanto la manovra impatti ben poco sugli equilibri finanziari. Il gettito dell’Imu sia sulla prima che sulla seconda casa, infatti, verrà compensato da un taglio corrispettivo ai trasferimenti statali (attinti dal fondo di riequilibrio nazionale), pertanto la manovra sarà a somma zero. Per quanto riguarda l’Imu sulla seconda casa, inoltre, la metà dell’aliquota di riferimento (cioè il 3,8 per mille, la metà del 7,6%) verrà comunque prelevata dallo Stato. Pertanto, se anche il valore degli immobili si alzerà, buona parte degli introiti andranno dritti a Roma senza fermarsi a Milano. Anche nel 2012 il problema per Milano rimane dunque lo stesso: far tornare i conti, considerando che le spese ammontano a 2,5 miliardi e le entrate coprono questa cifra solo grazie ad operazioni straordinarie, da inventare di anno in anno. Nel 2011 l’operazione una tantum è stato il bando per la vendita del 20% di Sea insieme al 18,6% di Serravalle, o del 29,75% della sola Sea, con una base d’asta di 380 milioni per entrambe le opzioni (la gara si chiude venerdì). Il prossimo anno chissà: potrebbe essere venduta ancora una piccola quota di Sea, se quest’anno venisse acquistato solo il 20%; dovrebbe essere ridotta la convenzione con Atm per circa 1820 milioni; si sta effettuando una spending review per tagliare le spese della macchina comunale per circa 30 milioni. Ma sono ancora molti i soldi che mancano all’appello. Si parlava di una cifra compresa 6 e 700 milioni, fra minori operazioni straordinarie (330 milioni almeno), tagli ai trasferimenti statali (97 milioni), irrigidimento del patto di stabilità (253 milioni all’anno per il biennio 20122014). L’Irpef come alternativa Per il Comune di Milano rimane in piedi la possibilità di ritoccare l’Irpef. Quest’anno è già stata portata allo 0,2%, e in una delibera era già stato previsto un incremento di altri 2 punti, a 0,4, per un gettito pari a 90 milioni circa. Non si esclude tuttavia di arrivare in un colpo solo allo 0,8, nel caso le finanze fossero particolarmente difficoltose il prossimo anno.

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