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Contrasto alla ludopatia senza perdere gettito

Fonte: Il Sole 24 Ore

Contrasto alle ludopatie, tenuta del mercato legale e gettito erariale da non perdere. Su queste tre direttrici si muoverà l’attuazione delle delega fiscale in materia di riforma del mercato del gioco. Lo sviluppo compulsivo della rete, la voglia di far cassa del Governo e del legislatore come la frenesia di ricercare la fortuna da parte dei giocatori impongono di riscrivere ex novo le regole. Da una parte la Guardia di Finanza certifica che l’illegalità muove sul mercato del gioco d’azzardo (non legale) ben 23 miliardi l’anno. Dall’altra la dipendenza da gioco e il contrasto al gioco compulsivo sono entrati tra le cure erogate dal servizio sanitario nazionale. Non da meno l’Erario che, con un valore del gioco amministrato pari al 4% del Pil, vede scendere le entrate dell’1,6 per cento.

Le competenze dei comuni
Il Governo ridisegnerà il mercato e attribuirà le rispettive competenze a Stato centrale e autonomie locali. Uno dei principali temi è proprio il rapporto tra sindaci, regioni e concessionari. Alla Camera sono stati rafforzati i poteri dei comuni: la delega li chiama in causa direttamente nel procedimento di autorizzazione e pianificazione dei giochi pubblici. Un percorso virtuoso che terrà conto di parametri di distanza da luoghi sensibili validi per tutto il territorio nazionale, della dislocazione locale di sale e di punti di vendita in cui si esercita come attività principale l’offerta di scommesse su eventi sportivi e non, nonché per l’ installazione di apparecchi da intrattenimento.
Altra novità è l’introduzione del titolo abilitativo unico all’esercizio di offerta di gioco per la dislocazione locale di sale da gioco e punti vendita, nonché per l’installazione di slot e Vlt.

La rete di raccolta
Il mercato dovrà attrezzarsi con una revisione della copertura territoriale: la delega prevede una razionalizzazione della rete di raccolta secondo un criterio di riduzione e progressiva concentrazione in ambienti sicuri e controllati, un limite massimo degli apparecchi in ogni esercizio, una superficie minima e la separazione graduale degli spazi nei quali vengono installati. Sul fronte controlli sarà rivista la disciplina delle licenze di pubblica sicurezza per assicurare verifiche migliori. Nel mirino l’effettiva titolarità di provvedimenti unitari che abilitano in via esclusiva alla raccolta lecita.

Sul fronte concessionari si pone l’accento sui requisiti e la trasparenza di chi è chiamato a gestire il gioco. Per contrastare il gioco illegale e le infiltrazioni della criminalità si prevede il rafforzamento della trasparenza e requisiti soggettivi e di onorabilità di chi controlla o partecipa al capitale delle società concessionarie.

La tutela dei minori
La tutela di minori e giocatori passa anche per la pubblicità. Il Senato ha introdotto il divieto di pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive nel rispetto dei principi Ue, mentre dalla Camera è arrivato il fondo antiludopatia. La dotazione sarà fissata ogni anno con la legge di stabilità per contrastare il gioco d’azzardo patologico, anche in concorso con la finanzi locale. Per le risorse si pescherà dalle entrate da gioco: sarà fondamentale il riordino del trattamento fiscale.
In materia di Preu (Prelievo erariale unico), la delega riordina le regole di tassazione dei singoli giochi «al fine di assicurare il riequilibrio del relativo prelievo fiscale», distinguendo quello di natura tributaria in funzione delle diverse tipologie. Si armonizzeranno le percentuali di aggio riconosciute ai concessionari, ai gestori e agli esercenti come le percentuali delle somme che saranno restituite in vincite (il cosiddetto payout).

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