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Codice Terzo Settore: manca l’intesa, ma si va avanti

Non è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata lo scorso 20 giugno in merito al decreto legislativo che introduce il Codice del Terzo Settore. Il parere positivo è arrivato da Comuni e Province, ma non da tutte le Regioni. “Sono dispiaciuto per la mancata intesa – ha detto il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Luigi Bobba, al termine dell’incontro – anche perché il registro unico del Terzo Settore dovrà essere gestito dalle Regioni. Ma l’assessore dell’Emilia Romagna Elisabetta Gualmini ha espresso una valutazione positiva sul recepimento di alcune delle loro istanze”.

L’iter legislativo prosegue

L’iter del decreto, ha spiegato Bobba, potrà comunque proseguire. “Si va avanti, la prossima settimana in Consiglio dei ministri avremo il varo definitivo dei testi”. È quanto sottolinea il sottosegretario alle Politiche Sociali, Luigi Bobba, al termine della Conferenza unificata sul Codice del terzo settore, che costituisce uno dei decreti attuativi della riforma. Entro la settimana infatti anche tutti i decreti attuativi avranno il parere delle Commissioni parlamentari e saranno quindi pronti per il varo definitivo da parte del governo. Bobba sottolonea che “Comunque è stata espressa una valutazione positiva- osserva- da parte delle Regioni sul recepimento delle loro istanze”.
“Purtroppo c’è stata una mancata intesa perché basta anche una sola Regione contraria visto che serve l’unanimita'”. ha spiegato la vicepresidente dell’Emilia Romagna, Elisabetta Gualmini, che ha preso parte per le Regioni alla Conferenza Unificata sul Codice del Terzo settore. Gualmini infatti ha spiegato che “in Conferenza delle Regioni solo il Veneto si è espresso negativamente” , mentre “un gruppo molto nutrito di Regioni di fatto è comunque soddisfatto” spera che questa riforma possa giungere anche nei tempi previsti al termine. La consideriamo “di estrema rilevanza, tra l’altro disciplinare” e contribuisce a “dare finalmente una visione d’insieme e organica ad un mondo estremamente variegato e ricco come quello del terzo settore È un provvedimento atteso direi da anni perché il terzo settore costituisce uno dei pilastri anche del welfare integrativo, complementare a quello pubblico. E il mondo delle associazioni del volontariato e della cooperazione sociale – ha concluso – non possa che avere effetti positivi da questa riforma”.

Il no all’intesa dalla Regione Veneto

La Regione Veneto ha votato “no” all’intesa sul decreto legislativo “Codice del terzo settore”. L’assessore regionale al Sociale, Manuela Lanzarin, ha rappresentato nella Conferenza delle Regioni l’alt del Veneto all’intesa. “Non condividiamo la struttura del decreto, prima di tutto per il mancato coinvolgimento delle Regioni – conferma il presidente della Regione Luca Zaia – ancora una volta scavalcate nella genesi e stesura del provvedimento. Nel ridisegnare le regole di organizzazione e funzionamento di associazioni, enti di promozione sociali, cooperative, imprese sociali e fondazioni, non si è tenuto conto dei numeri e della geografia: il Veneto, con 2364 associazioni di volontariato e oltre un milione di aderenti, è tra le prime regioni in Italia per associazionismo solidaristico”.

>> Per approfondire il tema è disponibile il DOSSIER del Senato in merito allo schema di decreto legislativo sul codice del Terzo Settore.

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