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Clini: “Kyoto-2 strumento per conciliare, attraverso la coooperazione internazionale, la lotta ai cambiamenti climatici con lo sviluppo. Accordo da 3,6 mln con la Cina

L’Italia è a favore del “Kyoto-2”, cioè di un’intesa fra i Paesi del mondo che delinei a partire dal 2013 le strategie per contenere il cambiamento del clima. “Un’alleanza – dice il ministro italiano dell’Ambiente, Corrado Clini – che dovrà basarsi sulla diffusione e sulla promozione di tecnologie pulite tra i Paesi più sviluppati e quelli di nuova industrializzazione, su progetti comuni, su investimenti che mettano a disposizione dei cittadini del mondo stili nuovi di produzione e di consumo”. La protezione dell’ambiente può essere veicolo e strumento della ripresa dopo la crisi: è la cosiddetta green economy, quella a basso contenuto di carbonio. Un esempio pratico? Un’intesa da 3,6 milioni di euro appena stretta tra Italia e Cina per diffondere industria, tecnologia e conoscenze verdi. Sono questi i punti principali della posizione espressa dall’Italia al summit mondiale Cop17 sul clima. Questa mattina, di fronte all’Assemblea plenaria, il ministro Clini ha detto che “il punto di vista del nostro Paese sul futuro del Protocollo di Kyoto è chiara: pronti a sottoscrivere un secondo periodo, ma per essere utile deve rappresentare una transizione verso un quadro che ci permetta una cooperazione più forte e più vasta per ridurre le emissioni e per accelerare il passaggio verso un’economia verde in tutto il mondo. Oltre a difendere l’ambiente, la battaglia sul clima per essere vincente deve promuovere lo sviluppo sostenisible e combattere la povertà”. Secondo la posizione italiana, questa forma di cooperazione deve poter offrire opportunità a tutti i Paesi, senza badare alla loro forma economica e al livello di sviluppo.
Non a caso l’Italia è impegnata negli investimenti verdi e nella coperazione con i piccoli Stati nelle isole del Pacifico e nei programmi con le agenzie dell’Onu per l’innovazione tecnologica pulita in Cina, Brasile, Messico, Marocco, Tunisia e altri Paesi. Esemplare il caso dell’intesa raggiunta a Durban con la Cina, che il ministro Clini ha definito “il motore del cambiamento”.
“L’Italia è impegnata a sostenere la Cina nella realizzazione di uno sviluppo low carbon attraverso oltre 250 progetti congiunti promossi dal ministero italiano dell’Ambiente”, ha detto il ministro in un incontro con il ministro Xie Zhenhua, vicepresidente della Commissione nazionale per la Riforma e lo Sviluppo (NDRC) e leader della delegazione cinese. “Nel nostro paese il 25% dell’energia – ha affermato Clini – deriva da fonti rinnovabili, tra le quali il solare è quella che sta crescendo più rapidamente. Oltre il 50% delle tecnologie solari adottate in Italia proviene dalla Cina, a conferma della concreta partnership tra i due paesi. L’Unione europea è pronta a prendere nuovi impegni con l’estensione del Protocollo di Kyoto oltre il 2012, ma è necessario costruire una partnership strategica tra UE, Cina e altri paesi di nuova industrializzazione. Insieme possiamo ridisegnare una nuova geografia nella politica climatica globale”. “La Cina è il partner strategico per un risultato positivo del negoziato di Durban” ha concluso Coprrado Clini. I due ministri hanno ricordato il fruttuoso rapporto di cooperazione tra Italia e Cina sui temi della protezione ambientale e dello sviluppo sostenibile, rapporto che ha portato in dieci anni a realizzare oltre 250 progetti congiunti per l’ambiente e per lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie Italiane eco-efficienti. Il partenariato Italia-Cina quest’anno è stato rafforzato con il lancio di un programma congiunto espressamente dedicato alla cooperazione sui cambiamenti climatici. L’iniziativa, che prevede, come già detto, una dotazione iniziale di 3,6 milioni di euro, punta a facilitare il dialogo e lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche nazionali, a stimolare la ricerca, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie low-carbon e a promuovere la formazione. “Abbiamo bisogno di una strategia a lungo termine – è lo slogan di Clini di fronte all’Assemblea plenaria – per l’innovazione tecnologica, in modo che la riduzione delle emissioni non si fermi solamente sulle tecnologie già disponibili ma anche sulla promozione delle nuove tecnologhie per un’economia senza carbonio”.

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