Iniziata ieri, l’assemblea ANCI si fa già terreno scivolo. Il divario tra oppositori e sostenitori delle nuove disposizioni del Governo su Legge di Bilancio e spese degli Enti locali è netto. Se da una parte c’è chi protesta sulla mancanza di un piano casa e sull’insufficienza dei fondi distribuiti a Comuni e Regioni, dall’altra c’è un’ala quieta che sostiene le misure adottate dal Governo nei confronti degli Enti locali. I primi interventi di Mattarella, Meloni e Manfredi, presidente ANCI.
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Il diritto di chiedere: i Comuni come fiore all’occhiello delle finanze statali
Nel suo intervento, Gaetano Manfredi, Presidente ANCI e sindaco di Napoli chiede un “serio investimento politico” e con le sue ragioni: i Comuni sono il comparto più virtuoso della Pubblica Amministrazione, vantano una spesa corrente diminuita al 2,7% e un debito pari all’1% del debito pubblico complessivo. Mattarella fa da paciere tra tutti e invoca uno sforzo collettivo sotto il nome di “sforzo di programmazione”. Il Presidente della Repubblica si fa carico delle preoccupazioni di Manfredi circa la crisi abitativa a cui si accoda nel suo discorso, eppure fino a quando non arriverà un sostegno concreto, i Comuni continueranno a lavorare, come ha lamentato Manfredi “costantemente con il freno a mano tirato“.
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Il Piano casa, o meglio: la sua assenza
Il presidente ANCI accusa il governo di negligenza sul Piano caso che i Comuni chiedono con insistenza: il problema ha raggiunto soglie drammatiche diventando ormai una crisi abitativa a cui non si può voltare le spalle. Sono quasi 4 milioni, sottolinea anche Manfredi nel suo intervento, gli italiani in condizione di povertà abitativa ma il paradosso arriva ai 9,6 milioni di abitazioni non occupate. In base all’ultima indagine ISTAT, l’Italia vanta il primato europeo con oltre il 55,4% di abitazioni di proprietà ma si classifica all’ultimo posto per percentuale di alloggi in locazione, solo un 13,1%. Numeri imbarazzanti davanti a una Legge di Bilancio che non contempla nessun nuovo intervento.
PER APPROFONDIRE:
– Nella Legge di Bilancio mancano interventi sulla crisi abitativa.
– In Italia più di un quarto delle abitazioni è vuoto ma dilaga la crisi abitativa.
Manca anche Meloni
All’assemblea ANCI di ieri non si è presentata la premier Giorgia Meloni. Nonostante l’insistenza di alcuni sindaci che avevano caldeggiato la sua presenza, Meloni ha delegato al sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, di leggere un suo messaggio. Si scusa di non essere riuscita a mantenere l’impegno e promettere di non mancare per il prossimo anno. In occasione dell’apertura dell’Assemblea la premier rivendica una Manovra senza tagli ed elogia i Comuni per il buon operato adoperato nella gestione del PNRR insistendo sull’urgenza di continuare e prolungare lo sforzo.
>> I Comuni in testa per i progetti PNRR: 92% di progetti in fase conclusiva o in corso di attuazione.
Al messaggio della Meloni si accodano subito le opposizioni. Dal PD, la segretaria Elly Schlein accusa la premier di “prendere in giro i sindaci dimenticando che le sue manovre precedenti hanno già sottratto 10,7 miliardi agli Enti locali tra parte corrente e investimenti” che Manfredi ridimensione denunciando comunque “circa 2 miliardi di capacità operativa in meno da qui al 2029”.
Manfredi: “abbiamo fatto proposte precise, il Governo ci convochi”
Non solo il Piano casa, argomento all’ordine del giorno anche il Welfare: Manfredi lamenta stanziamenti troppo poco cospicui per i recenti fabbisogni che si innalzano di anno in anno. I sindaci, carichi della responsabilità del loro ruolo evidenziato molteplici volte da Manfredi, devono garantire alla popolazione aiuti sociali e sicurezza e devono essere supportati dallo Stato per farlo ribadendo che: “Noi partiamo dalla necessità di riforme ma il nostro obiettivo devono essere riforme per l’equità perchè senza equità e giustizia sociale non c’è giustizia per nessuno“. Le persone a carico dei servizi sociali sono aumentate del 21% e gravano per l’equivalente di circa 5 miliardi all’anno sulle entrate autonome dei Comuni. Necessari anche più investimenti sulla scuola e sulla sanità territoriale, ma serve l’intervento statale, insiste Manfredi: “Il percorso verso i livelli essenziali delle prestazioni non può tradursi solo in una burocratica indicazione di obblighi ai Comuni, che di obblighi ne hanno già tanti. Ci vuole un’accurata analisi delle tappe e delle risorse aggiuntive che sono necessarie. Lo Stato, e questo lo deve fare lo Stato, deve garantire un apparato di protezione sociale più avanzato ed equo e coerente con la nostra Costituzione, non si può chiedere di farlo ai Comuni”.
Manfredi, poi, si rivolge direttamente alla Presidente per evidenziare l’importanza dell’immigrazione per l’economia statale: “Chi viene in Italia oggi rappresenta un’energia indispensabile, ma l’integrazione è un tema che tocca anche chi nato in Italia, pur parlando la nostra lingua e frequentando le nostre scuole, non è ancora formalmente italiano: di loro abbiamo tanto bisogno“. Oggi, evidenzia Manfredi vantando l’impegno degli Enti locali, in Italia ci sono solo 20 Comuni che non ospitano un cittadino straniero.
>> GUARDA L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ANCI GAETANO MANFREDI.
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