Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Lavoro: tutele salariali, bonus assunzioni e trasparenza digitale

Il Consiglio dei ministri approva un d.l. da 934 milioni di euro: stop al caporalato digitale, sgravi per conciliazione famiglia-lavoro e TFR in previdenza complementare

29 Aprile 2026
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Martedì 28 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro del lavoro Marina Calderone. Il provvedimento stanzia circa 934 milioni di euro per rafforzare le tutele salariali, incentivare le assunzioni stabili di giovani e donne, disciplinare i rinnovi contrattuali, contrastare il caporalato digitale, favorire la conciliazione famiglia-lavoro e potenziare la previdenza complementare tramite il trattamento di fine rapporto.

>> CONSULTA IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI n. 172.

Incentivi all’occupazione: quattro bonus per ridurre i divari

Il decreto introduce quattro misure di decontribuzione per favorire l’inserimento lavorativo delle categorie più vulnerabili e ridurre le disparità territoriali.

  • Bonus assunzione donne 2026: esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate; la soglia sale a 800 euro per le assunzioni nelle Regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno.
  • Bonus assunzioni giovani 2026: esonero del 100% dei contributi previdenziali fino a 500 euro mensili per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale under 35; il limite è elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi.
  • Bonus stabilizzazione giovani 2026: esonero del 100% fino a 500 euro per 24 mesi per la stabilizzazione di contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 (durata massima 12 mesi), effettuata tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per lavoratori under 35 mai occupati stabilmente in precedenza.
  • Bonus assunzioni ZES 2026: per i datori di lavoro con massimo 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, esonero contributivo totale fino a 650 euro mensili per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Salario: la tutela passa dai CCNL, non dalla legge

Il decreto introduce una disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) che garantisce a ogni lavoratore una retribuzione non inferiore ai minimi fissati dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.

Si esclude l’imposizione per via legislativa di un salario minimo, la tutela rimane affidata alla contrattazione collettiva, con l’obiettivo duplice di contrastare il dumping salariale e preservare l’autonomia delle parti sociali nella definizione delle singole voci retributive.

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Rinnovi contrattuali: adeguamento automatico dopo 12 mesi

Il decreto interviene sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali. Spetta alle stesse parti stabilire, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo di vacanza contrattuale, assumendo come riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente.

Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Caporalato digitale: identità certa e trasparenza algoritmica

Il provvedimento introduce misure specifiche contro l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro nelle piattaforme digitali, fenomeno noto come caporalato digitale.

Sul fronte dell’identità digitale, l’accesso alle piattaforme è consentito esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa: SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte. Così si tenta di impedire la cessione o il “noleggio” degli account. È vietato cedere le proprie credenziali o utilizzare account intestati ad altri. I gestori delle piattaforme rispondono per omessa vigilanza, con sanzioni amministrative o sospensione dell’attività.

Sul fronte della trasparenza algoritmica, i lavoratori hanno diritto a informazioni chiare sul funzionamento degli algoritmi che incidono sull’assegnazione dei compiti e sui compensi, a conoscere i parametri del proprio “rating” e a richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che abbiano effetti significativi sul rapporto di lavoro.

Conciliazione famiglia-lavoro: sgravi per le imprese certificate

Il decreto prevede uno sgravio contributivo per le imprese (private e pubbliche) in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026, il nuovo standard che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni che investono in modo strutturato su maternità, paternitità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.

La misura consiste in un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1% e nel limite massimo di 50mila euro annui per ciascuna impresa. L’incentivo è collegato alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, in coerenza con le politiche demografiche del Governo.

Trattamento di fine rapporto: via libera alla previdenza complementare

Il decreto consente ai lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote di trattamento di fine rapporto (TFR) maturate nel periodo gennaio-giugno 2026, ampliando le opportunità di costruzione di una pensione integrativa e rafforzando la tutela previdenziale nel lungo periodo.

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