ANCI pubblica le proposte di emendamento al Milleproroghe

Dalla sanatoria TARI e IMU alla proroga per le opere medie fino alle deroghe per il personale: il pacchetto ANCI per sbloccare i bilanci

22 Gennaio 2026
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Tramite un comunicato pubblicato il 21 gennaio 2026, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani ha reso pubbliche le sue proposte di emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi” (cd Milleproroghe).

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Indice

Finanza locale e tributi: TARI e IMU

In ambito di finanza locale, l’ANCI propone interventi mirati a garantire la stabilità dei bilanci e la tutela dei funzionari. Per la TARI 2025, si richiede la validità delle delibere inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 31 dicembre 2025, sanando i ritardi comunicativi di alcuni Comuni.

Sul fronte IMU, si propone di differire al 31 dicembre 2026 la registrazione degli aiuti COVID nel Registro Nazionale, a causa di criticità tecniche nelle piattaforme.

Infine, per gli Enti in dissesto, l’Associazione preme per estendere da 10 a 15 anni il ripiano del disavanzo da Fondo Anticipazione Liquidità (FAL), misura ritenuta indispensabile per la sostenibilità finanziaria e la continuità dei servizi essenziali.

PER APPROFONDIRE:
Milleproroghe, LEP e federalismo: l’ANCI e l’UPI davanti al Parlamento;
Entro il prossimo 16 dicembre il saldo dell’IMU per il 2025.

Personale e organizzazione: semplificazioni e segretari

L’Associazione chiede di prorogare a tutto il 2026 la deroga che rende facoltativa la mobilità volontaria preventiva, permettendo ai Comuni di bandire concorsi senza i ritardi delle procedure di mobilità.

Un’altra novità rilevante riguarda le graduatorie: si propone di estendere al 2026 la possibilità di assumere idonei oltre il limite del 20%, riducendo i costi e i tempi di nuove selezioni.

Infine, per i Piccoli Comuni, si sollecita la possibilità di utilizzare i fondi per i segretari comunali e le assunzioni PNRR anche nelle annualità successive a quelle di assegnazione. L’obiettivo è superare il “corto circuito” burocratico tra obblighi di restituzione e carenza di candidati, evitando che risorse essenziali vadano perdute per cause esterne agli Enti.

Opere pubbliche: scudo per i cantieri e le “piccole opere”

La messa in sicurezza del territorio e la rigenerazione urbana passano attraverso la salvaguardia delle risorse già stanziate. Le cosiddette opere medie sono a rischio revoca. ANCI propone di spostare il termine fine lavori al 30 settembre 2026 e quello di affidamento al 30 aprile 2026, d’altronde le cause dei ritardi sono spesso indipendenti dal controllo degli Enti (eventi climatici o ritardi autorizzativi).

Parallelamente, ANCI chiede di prorogare al 31 maggio 2026 l’inserimento dei CUP per le piccole opere nel sistema REGIS, evitando revoche che colpirebbero lavori spesso già conclusi.

Sociale e servizi: trasporti e disabilità

Nel settore del trasporto pubblico locale, si propone di mantenere i criteri di riparto basati sulla spesa storica fino al 2026, in attesa della definizione dei livelli adeguati di servizio.

In materia di disabilità, l’ANCI segnala difficoltà nei flussi informativi tra INPS e Comuni con il concreto rischio,
per i titolari del procedimento, di non riuscire a garantire il rispetto delle tempistiche procedurali previste. La proroga interverrebbe dunque con la richiesta di estendere da 90 a 120 giorni il termine per la formazione del progetto di vita durante la fase di sperimentazione che terminerà il 31 dicembre 2026.

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