L’Agenda Digitale regionale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna, approvata dall’Assemblea legislativa il 24 marzo, prevede tra le linee di investimento del triennio 2026-2028 un milione di euro destinato agli enti locali per l’adozione dell’intelligenza artificiale e la definizione di gemelli digitali a supporto della gestione del territorio. La misura si inserisce in un pacchetto più ampio di nuove dotazioni — quasi 10 milioni complessivi — che spaziano dalle reti infrastrutturali in Appennino al contrasto del divario digitale.
Indice
Un’Agenda che integra obiettivi europei e risorse PNRR
L’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna si inserisce all’interno del Programma strategico Decennio Digitale 2030 dell’Unione europea e dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I pilastri della strategia regionale comprendono lo sviluppo di un’intelligenza artificiale definita “affidabile”, la gestione dei dati come bene comune, la digitalizzazione delle imprese locali e il contrasto al divario digitale, con particolare attenzione alle zone montane e ai piccoli Comuni.
Il documento regionale delinea un modello di governance collaborativa che coinvolge Enti territoriali, imprese e cittadini, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento dell’Emilia-Romagna come “Data Valley”. L’impianto poggia su un principio chiave: la tecnologia deve servire i diritti e l’inclusione, non sostituire le decisioni umane.
AI nella PA: dalle pratiche automatizzate ai gemelli digitali
La destinazione delle risorse non è generica. Il comunicato regionale collega il milione previsto per gli enti locali a due obiettivi operativi: promuovere un utilizzo efficiente dell’intelligenza artificiale nella gestione amministrativa e definire gemelli digitali locali, ovvero rappresentazioni virtuali del territorio che consentono di simulare interventi di manutenzione e gestione prima della loro attuazione. L’Agenda inquadra queste applicazioni in una strategia più ampia che include automazione dei processi, analisi predittive a supporto delle decisioni e servizi proattivi ai cittadini.
L’Agenda prevede inoltre l’impiego dell’AI in diversi ambiti operativi della PA regionale:
- automazione dei processi amministrativi (protocollazione, gestione documentale, redazione assistita degli atti);
- cruscotti di impatto e analisi predittive per il supporto alle decisioni basate su dati;
- servizi proattivi all’utenza, inclusi sistemi di assistenza automatica per orientare i cittadini;
- applicazioni settoriali in sanità (supporto diagnostico e personalizzazione dei percorsi di cura) e cultura (accessibilità del patrimonio digitale di biblioteche, archivi e musei).
A presidio dell’intera operazione, la Regione istituirà un Centro di competenza per l’Intelligenza Artificiale Affidabile, con il compito di fornire accompagnamento giuridico, amministrativo e tecnico agli Enti locali nell’adozione delle nuove soluzioni.
La sfida operativa: dai fondi alla capacità amministrativa
Lo stanziamento rappresenta un segnale politico-amministrativo importante: l’AI entra nella programmazione pubblica regionale come leva concreta. Tuttavia, la notizia apre una questione operativa decisiva per i Comuni: trasformare le risorse disponibili in capacità amministrativa reale.
Investire in intelligenza artificiale o in un gemello digitale non significa solo acquistare tecnologia ma disporre di dati affidabili, competenze interne adeguate, modelli di cooperazione tra Enti e una chiara individuazione dei problemi amministrativi da risolvere. Senza questi presupposti, il rischio è che l’AI resti una sperimentazione interessante ma periferica rispetto alla gestione ordinaria.
Da sapere:
L’Agenda Digitale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna adotta il principio dell’“Intelligenza Artificiale Affidabile”: trasparente, sicura, non discriminatoria e priva di pregiudizi algoritmici.
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