Molte prassi amministrative degli Enti locali si sono consolidate durante l’emergenza sanitaria e sono rimaste operative anche dopo la sua conclusione, senza che gli operatori abbiano sempre piena contezza del quadro normativo che le sorregge (o che potrebbe metterle in discussione). Le sedute del consiglio comunale in forma mista — con alcuni componenti presenti in aula e altri collegati da remoto — sono un caso emblematico.
Questa puntata affronta un tipo di utilizzo diverso rispetto ai precedenti: non si tratta di formulare una domanda più precisa (come nella prima puntata) né di ottenere un feedback critico su un atto (come nella seconda), ma di ricostruire il quadro delle fonti: normativa, prassi, giurisprudenza su una questione dove la risposta non è immediata e dove l’orientamento si è formato per sedimentazione progressiva.
È un uso dell’assistente AI che si avvicina di più al lavoro di ricerca che un funzionario svolgerebbe consultando banche dati e riviste. La differenza è nel tempo: MIA può produrre una prima ricognizione strutturata in pochi secondi, che diventa il punto di partenza (non il punto di arrivo) della verifica.
Cosa ci serve?
Conoscenze pregresse: No, nessuna conoscenza tecnica pregressa richiesta. È sufficiente avere un quesito su una prassi amministrativa di cui si vuole verificare la legittimità e il fondamento normativo.
Strumenti necessari: Accesso a un portale Maggioli che integra MIA (all’interno de La Gazzetta degli Enti Locali trovi l’interfaccia del chatbot cliccando sul banner flottante viola posto in basso a destra). L’assistente è incluso nell’abbonamento al portale e non richiede attivazioni separate.
Materiali da preparare: Un quesito su una prassi amministrativa consolidata di cui si vuole ricostruire il fondamento normativo e giurisprudenziale.
Perché MIA è diversa dalle altre AI?
MIA è l’assistente AI integrato nei portali verticali Maggioli. A differenza dei chatbot generalisti, MIA risponde sulla base dei contenuti pubblicati sul portale di riferimento: approfondimenti, normativa, giurisprudenza commentata, prassi, indirizzi operativi e FAQ curati dalla redazione e dagli autori Maggioli.
Questa caratteristica è particolarmente rilevante per l’esercizio proposto: quando si ricostruisce un orientamento giurisprudenziale o un indirizzo di prassi, la qualità delle fonti è determinante. MIA attinge a un perimetro di fonti selezionate e aggiornate, non a fonti esterne non verificate. Un chatbot generalista potrebbe restituire riferimenti normativi plausibili ma inesistenti, o mescolare orientamenti superati con quelli vigenti.
Nota: Come ogni sistema basato sull’AI, anche MIA può commettere errori. È sempre necessario verificare le risposte, in particolare i riferimenti normativi, utilizzando le sezioni del portale (Normativa, Giurisprudenza, Prassi, Approfondimenti).
Guida passo-passo
L’approccio di questa puntata si articola in due fasi distinte. Nella prima fase si pone a MIA una domanda diretta sulla legittimità di una prassi. Nella seconda si utilizza la risposta ottenuta come base per un’interrogazione mirata, chiedendo di elencare le fonti specifiche che stanno alla base della prassi amministrativa.
Fase 1 — La domanda sulla legittimità della prassi
Aprire MIA dal portale Maggioli (il pulsante si trova in basso a destra nella homepage del portale);
Porre la domanda iniziale utilizzando il primo prompt indicato nella sezione successiva;
Leggere la risposta, prestando attenzione alla struttura argomentativa: MIA dovrebbe individuare le norme di riferimento, gli orientamenti prevalenti e le eventuali condizioni di legittimità;
Valutare se la risposta conferma o smentisce la prassi in uso nel proprio Ente.
Fase 2 — L’interrogazione di approfondimento
Sulla base della risposta ottenuta, formulare una seconda domanda che chieda esplicitamente di elencare normativa, prassi e giurisprudenza a supporto dell’orientamento emerso;
Utilizzare l’elenco prodotto da MIA come traccia per la verifica sulle sezioni del portale: Normativa, Giurisprudenza, Prassi, Approfondimenti.
Il passaggio dalla prima alla seconda domanda è il punto chiave di questa puntata. La prima domanda serve a ottenere un orientamento; la seconda a costruire il dossier di fonti che lo sostiene. Sono due operazioni cognitive diverse, ed è utile tenerle separate anche nell’interazione con l’assistente.
Prompt pronti all’uso
Prompt 1 — Domanda sulla legittimità della prassi
Risulta legittimo il regolamento del consiglio che attribuisce al presidente la scelta di svolgere in forma mista la seduta?
Prompt 2 — Interrogazione di approfondimento sulle fonti
Dopo aver letto la risposta al primo prompt, copiare e incollare il seguente:
Da quanto sopra affermato, pare di capire che le sedute in forma mista sono possibili anche dopo la fine dello stato di emergenza. Puoi stilare un elenco della normativa, prassi e giurisprudenza che avalla questo indirizzo?
Perché due prompt e non uno solo?
La scelta di separare la domanda in due passaggi non è casuale.
Il primo prompt chiede un giudizio di legittimità. La risposta di MIA includerà necessariamente un ragionamento che intreccia norme, interpretazioni e condizioni. Se nello stesso prompt si chiedesse anche l’elenco completo delle fonti, si otterrebbe una risposta più lunga ma spesso meno ordinata: l’assistente tenderebbe a mescolare argomentazione e citazioni, rendendo più difficile distinguere cosa è un ragionamento e cosa è un dato verificabile.
Il secondo prompt, invece, parte da una base condivisa — la risposta appena prodotta — e chiede un’operazione diversa: non argomentare, ma catalogare. L’elenco risultante è più pulito, più verificabile e più direttamente utilizzabile come punto di partenza per la ricerca nelle sezioni del portale.
Questa tecnica — porre prima la domanda sostanziale, poi chiedere le fonti — è applicabile a qualsiasi tema in cui si voglia ricostruire un orientamento consolidato.
Come verificare le fonti prodotte da MIA
L’elenco di normativa, prassi e giurisprudenza prodotto da MIA al secondo prompt è una traccia di ricerca, non un parere legale certificato. Alcuni passaggi di verifica da compiere:
Riferimenti normativi: controllare che articolo, comma e legge esistano e dicano effettivamente ciò che MIA afferma. Usare la sezione Normativa del portale.
Pronunce giurisprudenziali: verificare che la sentenza citata esista, che sia pertinente al tema e che il principio estratto corrisponda a quello effettivamente espresso dal giudice. Usare la sezione Giurisprudenza del portale.
Prassi e pareri: verificare che il parere ministeriale o la circolare citata siano reali e vigenti. Usare la sezione Prassi del portale.
Se un riferimento non si trova nelle sezioni del portale, non significa necessariamente che sia errato: potrebbe non essere stato ancora indicizzato. In quel caso, una verifica su fonti istituzionali esterne (Gazzetta Ufficiale, siti dei Ministeri, banche dati giurisprudenziali) completa il controllo.
Materiali utili per approfondire
Di seguito elenchiamo una selezione di articoli di approfondimento elaborati dal nostro esperto Amedeo Scarsella proprio sul tema oggetto della rubrica di oggi, le sedute consiliari a distanza o in forma mista. In questi documenti potete approfondire e verificare attraverso la viva voce del nostro esperto quando restituito da MIA nelle interrogazioni presentate sopra. Quest’ultima attività rappresenta la chiusura del cerchio rispetto a tutto il flusso presentato nella puntata di oggi. Una sorta di verifica puntuale dell’output presentato dall’assistente AI.
>> Sedute a distanza e discrezionalità del sindaco/presidente sulla modalità di convocazione e svolgimento dei consigli comunali;
>> Legittimo il regolamento del consiglio che attribuisce al presidente la scelta di svolgere in forma mista la seduta;
>> La giurisprudenza più recente sulle prerogative dei consiglieri e sul funzionamento del consiglio comunale;
>> Le sedute degli organi collegiali a distanza: indicazioni operative;
>> FAQ sulle sedute degli organi collegiali a distanza al termine dello stato di emergenza.
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