Gli uffici che stanno direttamente lavorando al dossier sono quelli dei ministeri degli Affari europei e dell’Economia anche se un contributo sul tema è arrivato anche dallo Sviluppo economico che, in materia di pagamenti alle imprese, aveva già lavorato sullo smaltimento dell’arretrato.
Va infatti precisato che l’attuazione della direttiva 2011/7/Ue riguarda i pagamenti futuri (della Pa verso le imprese e tra le imprese stesse) mentre sullo stock di debiti della Pa il governo è già intervenuto con un pacchetto di decreti sulla certificazione dei crediti e sulla compensazione con i debiti iscritti a ruolo. La direttiva europea prevede che gli enti pubblici paghino entro 30 giorni (60 in casi eccezionali) beni e servizi acquistati dalle imprese. Le imprese devono invece regolare le fatture entro 60 giorni (salvo diversi accordi).
Nell’ultimo consiglio dei ministri, tuttavia, il ministro dello Sviluppo Passera aveva evidenziato una serie di difficoltà mosse dalla Ragioneria dello Stato per quanto riguarda gli obblighi della Pa. Di qui l’ipotesi di un intervento in due fasi: una entrata in vigore che preveda per la Pa un termine di pagamento più ampio rispetto ai 30 giorni previsti dalla direttiva fino a marzo 2013, per poi rientrare nella previsione dei 30 giorni.
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