La Commissione europea ha pubblicato il quadro di valutazione di primavera relativo ai mercati dei beni di consumo. Il documento fornisce indicazioni e segnali sul modo in cui il mercato unico funziona nell’interesse dei consumatori UE in termini di scelte, prezzi e soddisfazione. L’edizione di primavera esamina l’integrazione del mercato al dettaglio e delle condizioni che i consumatori trovano sul piano nazionale. L’indice delle condizioni per i consumatori è definito da fattori quali l’efficacia nella risoluzione delle controversie e nel trattamento dei reclami, la fiducia dei consumatori nelle autorità, nei dettaglianti, nei pubblicitari e nelle organizzazioni dei consumatori nonché la qualità della regolamentazione. L’indice 2010 rivela che le condizioni per i consumatori sono migliorate dopo il rapido peggioramento nel 2009: ora la maggior parte dei paesi ha raggiunto o superato i livelli del 2008. I paesi di punta che presentano le migliori condizioni sono Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Austria, Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Danimarca, Germania, Belgio e Svezia, che superano tutti la media UE. Il quadro di valutazione indica che continua la crescita del commercio elettronico nazionale: nel 2010 il 36% dei consumatori UE ha fatto acquisti on line da venditori nazionali (rispetto al 34% nel 2009). Il commercio elettronico transfrontaliero continua però a registrare una crescita lenta (9% nel 2010 rispetto all’8% nel 2009) nonostante i chiari vantaggi che esso offre in termini di risparmi e di scelte come è indicato negli studi precedenti. Bisogna intensificare gli sforzi per raggiungere l’obiettivo dell’Agenda digitale (20% entro il 2015). Le percezioni dei consumatori sembrano essere un importante ostacolo al commercio elettronico transfrontaliero. Tra i consumatori che non hanno effettuato un acquisto transfrontaliero a distanza:il 62% è timoroso di essere frodato e truffato; il 59% evoca preoccupazioni su cosa fare se si presentano problemi; il 49% è scoraggiato dai previsti problemi in termini di consegna. Nel 2009 sia il reddito disponibile (aggiustato per tener conto dei servizi gratuiti) sia i consumi familiari hanno subito una contrazione nella maggior parte dei paesi dell’UE. Vi sono ancora grandi differenze nell’UE per quanto concerne la capacità dei consumatori di permettersi beni e servizi tenendo conto sia dei redditi medi che dei livelli dei prezzi. La quota di consumatori vulnerabili varia anch’essa notevolmente, ma nella maggior parte dei paesi la loro situazione non sembra aver subito un deterioramento significativo nel 2009 nonostante la crisi.
Pubblicato quadro di valutazione relativo ai mercati dei beni di consumo
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