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Sui servizi per i pendolari si abbatte la scure dei tagli

Fonte: Il Sole 24Ore

Saranno le Regioni a pagare il conto salato dei tagli al trasporto ferroviario locale. «Sono loro che dovranno dirci, una a una, cosa intendono fare» ha chiarito ieri Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, ricordando che solo per i servizi dei pendolari manca più di un miliardo. Ferrovie ha già scritto a ogni Regione, chiedendo di avere la conferma del contratto in corso. E lasciando intendere che, senza le adeguate compensazioni, l’azienda sarà costretta a rivedere al ribasso gli accordi sul territorio e a ridurre il servizio locale. Al momento nessun Governatore ha risposto: su tutto il trasporto pubblico locale è in corso un confronto con il Governo, che proprio ieri è stato aggiornato alla prossima settimana. Ma l’allarme resta alto: di «emergenza nell’emergenza» ha parlato ieri Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato?Regioni «alla luce dei primi interventi delineati per la riduzione del trasporto ferroviario da parte delle Ferrovie dello Stato». Le Regioni chiedono al Governo di rispettare l’intesa sulla fiscalizzazione delle risorse anche per i treni. «Non sta a noi valutare cosa fare, dire quali treni togliere, ma spetta ai committenti, le Regioni, che possono utilizzare diverse leve» ha affermato Moretti a margine del congresso mondiale sulla sicurezza ferroviaria promosso da Fs insieme all’Union internationale des chemins de fer (Uic)». Tra le leve indicate da Moretti c’è, naturalmente anche quella tariffaria: «Continuiamo ad avere le tariffe più basse d’Europa» ha ricordato». Neanche per il servizio universale, Moretti ha escluso contraccolpi dalla manovra: «Sono stati tagliati i fondi ai Ministeri: attendiamo di conoscere le scelte del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti». Probabile che la scure si abbatta anche sulla manutenzione straordinaria. Al congresso il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, ha ricordato che «la manovra di luglio ha messo a disposizione per le infrastrutture, comprese quelle ferroviarie, un miliardo l’anno». Intanto il Cda di Ferrovie ha appena archiviato una semestrale 2011 con il segno positivo. Il margine operativo lordo nei primi sei mesi del 2011 è salito a 841 milioni in crescita del 7,7% rispetto ai 781 milioni dell’analogo periodo 2010. Anche il risultato operativo, pari a 278 milioni di euro, è in crescita del 21,4% rispetto allo stesso semestre del 2010. Così come l’utile netto pari a 90 milioni di euro (+164% rispetto al primo semestre 2010). «I risultati più brillanti derivano dall’Alta Velocità e dalle merci» ha spiegato Moretti. Proiettando la stessa tendenza nell’arco dell’anno Ferrovie ipotizza di chiudere in utile l’intero 2011. Ma resta la zavorra di sei miliardi di indebitamento che – ha ricordato l’Ad – «producono 350 milioni l’anno di oneri finanziari». Buone notizie per Fs anche sul fronte giudiziario: ieri il Tar del Lazio ha rigettato la prima class action promossa dai pendolari della linea Roma Nettuno che non sono stati riconosciuti come portatori di interessi omogenei. Tutta in salita, invece, appare la trattativa con i sindacati, dopo la rottura di mercoledì. Moretti insiste sul contratto unico: «Abbiamo detto ai sindacati che abbiamo concorrenti con un costo del lavoro orario inferiore al nostro del 40% e vorremmo avere un trattamento simile».

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