di GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore)
«Sono molto felice per aver rispettato l’impegno di dare un ritmo certo ai contratti, senza dimenticare che l’ultimo rinnovo del comparto istruzione e ricerca era stato firmato solo quattro mesi fa. E mi fa piacere l’unanimità raggiunta grazie all’adesione della Cgil, che ha abbandonato l’atteggiamento refrattario tenuto nella scorsa tornata contrattuale». Con l’intesa di ieri Paolo Zangrillo diventa ufficialmente il primo ministro per la Pubblica Amministrazione ad aver assistito a un’intesa sul pubblico impiego nel corso del triennio di riferimento del contratto. E sulla base di questo risultato fissa un obiettivo ambizioso: «In queste condizioni possiamo puntare ad arrivare all’accordo per tutti i comparti prima dell’estate per accelerare il recupero delle retribuzioni», sostiene.
Dunque secondo lei la firma di ieri segna un cambio di scenario anche per gli altri settori della PA?
Lo vedremo. Ma penso che il «sì» anche della Cgil nasca dall’aver compreso che le intenzioni del Governo sono quelle giuste, e puntano a garantire un’attenzione concreta a tutto il pubblico impiego rispondendo il prima possibile alla richiesta di recupero del potere d’acquisto messo alla prova dall’inflazione del 2022/23. Sulla scuola, poi, tutto questo ha un valore strategico particolare, perché parliamo del settore dove si formano le nuove generazioni e la futura classe dirigente del Paese. Nel resto della PA, finora, solo le Funzioni centrali e il comparto difesa e sicurezza hanno visto partire il confronto. Proprio ieri (martedì, ndr.) ho ricevuto la versione finale degli atti di indirizzo per i dipendenti e i dirigenti della sanità, e anche per quello degli Enti locali è questione di giorni. Il quadro mi pare davvero virtuoso e, se tutti remano nella stessa direzione, il traguardo delle intese entro l’estate è raggiungibile in pieno. Mentre si prova a tamponare la perdita di potere d’acquisto prodotta dalla vecchia inflazione, però, si affaccia il rischio di una nuova impennata dei prezzi.
Non si rischia di arrivare comunque fuori tempo massimo?
Il budget per i contratti 2025/27 garantisce aumenti del 5,4-5,5%, e se l’inflazione si mantiene ai livelli indicati nei giorni scorsi dall’Istat abbiamo una prospettiva perfettamente gestibile. L’auspicio è che arrivino in fretta buone notizie dal Medio Oriente. Ma se non sarà così, è ovvio che la questione si sposta su altri tavoli; perché bisognerà decidere a livello Ue le contromisure da adottare, che superano la dimensione dei bilanci nazionali. Il rincaro dei prezzi della benzina sta spingendo alcuni sindacati a chiedere di ampliare lo smart working per ridurre i costi di spostamento dei dipendenti.
Che cosa ne pensa?
Sullo smart working mantengo la posizione che ho sempre assunto. Non è utile porre limiti generalizzati, perché ogni amministrazione deve essere in grado di valutare come utilizzarlo al meglio, in base alle proprie caratteristiche ed esigenze. Evitiamo però di svilire una soluzione organizzativa utile con basse strumentalizzazioni. Sullo smart working la tensione è salita in particolare a Palazzo Chigi, fino al rischio di sciopero per la riduzione delle giornate in lavoro agile. Lì c’è stata una sollecitazione particolare che ha messo i vertici nelle condizioni di dover garantire più persone in ufficio. Ma ripeto: non spetta al ministro per la PA valutare le peculiarità di ogni ramo dell’amministrazione, perché questo è il cuore delle competenze dei dirigenti. Intanto il dibattito politico è dominato dalle ricadute del referendum. Si è anche evocata l’ipotesi di elezioni anticipate, che ora pare tramontata.
Lei che idea si è fatto?
Penso che l’esito del referendum non vada confuso con il consenso per il Governo, che è nelle condizioni di lavorare con efficacia fino alla fine della legislatura. Chi dice che traballa sta facendo disinformazione, e proprio quel che è appena successo all’Aran conferma che si può e si deve andare avanti nel migliore dei modi.
*Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 2 aprile 2026 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)
Zangrillo: Bene la firma di tutti, entro l’estate gli altri comparti
L’intervista al ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo: «Rispettato l’impegno di dare tempi certi»
Il Sole 24 Ore
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento