Li hanno chiamati “innovation voucher” proprio perché sono dei buoni che la Regione destinerà a chi intende fare innovazione. E non sono destinati necessariamente a imprese di una certa consistenza, ma anche a singoli ricercatori che intendono portare avanti un progetto in proprio. Il loro ammontare? Ventimila euro per ciascun beneficiario. La misura, che fa parte del Piano straordinario per l’occupazione varato a giugno, è stata deliberata ieri dalla giunta regionale, che per attuarla ha messo a disposizione sette milioni di euro provenienti dal proprio bilancio 2010. A smistarli ci penserà Finpiemonte, la società Finanziaria controllata dalla Regione, che valuterà i progetti ed erogherà i voucher in base a dei criteri ben precisi. L’agevolazione sarà infatti concessa come contributo a fondo perduto per coprire al massimo il 70 per cento dei costi del progetto di ricerca. Ma la percentuale salirà all’80 per cento nel caso in cui a presentare la domanda sia un raggruppamento di soggetti, e al 100 per cento per beneficiari con età inferiore ai 35 anni oppure con carichi di cura. Ad approfittare degli innovation vou-cher potranno essere persone fisiche, liberi professionisti, microimprese o anche Pmi, come concordato tra l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, le associazioni di categoria e le parti sociali, che insieme hanno anche definito le percentuali di copertura delle spese per ciascuna categoria di beneficiari. L’idea, si legge nel testo della delibera di giunta, è di «sostenere l’ideazione, lo sviluppo, la realizzazione e la diffusione in forma tutelata di idee innovative, espressione del talento di singoli individui o di piccole e medie realtà produttive».
Voucher per l’innovazione, anche ai singoli
La Regione ha stanziato sette milioni, destinatari non solo le aziende. Ciascun beneficiario potrà contare su 20mila euro
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