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Veneto: la valorizzazione dei beni culturali nel web

La cultura è sicuramente un volano economico ed anche un valore di identità, premessa per la condivisione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. In tempo di crisi e di scarse risorse finanziarie è coerentemente abbinabile ai nuovi paradigma riferiti allo sviluppo sostenibile. Recentemente nel Veneto è stato costituito il Comitato Fondatore per la candidatura di Venezia come “Capitale Europea della Cultura 2019” con un protocollo di intesa fra la Regione, le province di Trento e Bolzano e la Regione Friuli Venezia- Giulia.
Pertanto illustreremo 2 eventi culturali promossi proprio da alcuni dei partners di questo importante accordo, a dimostrazione dell’interesse comune nell’investire sulla più ampia fruibilità della cultura.

Il progetto dell’Alto Adige

La provincia di Bolzano è partner per la candidatura di Venezia a “Capitale Europea della Cultura 2019” in una logica di coordinamento culturale integrato del Nord-Est italiano nella valorizzazione dei beni culturali locali, ha elaborato, attraverso l’Assessorato alla Cultura tedesca, un’imponente banca dati per inventariare tutto il patrimonio artistico, storico e archeologico locale, mettendosi in contatto con le oltre 70 istituzioni che operano nel settore.
Un portale dove sono catalogati e digitalizzati ad oggi circa 100.000 oggetti e l’aggiornamento è continuo,  il tutto rispettando standard internazionali e con un software che consente la raccolta e l’elaborazione dei dati effettuata nei vari contesti locali. Il programma consente l’inventariazione, i processi di lavoro, il tipo e il numero degli oggetti in possesso delle istituzioni culturali. Il progetto è stato avviato nel 2003 dagli Uffici Cultura tedesca e Beni culturali della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige. L’obiettivo era quello di avere una metodologia per poter uniformare il paesaggio pur nel rispetto della diversità. Fra i partner che hanno , da subito sposato l’iniziativa e hanno fornito una notevole mole di dati segnaliamo il Museo Etnografico, il Museo di Scienze Naturali, il Touriseum e il Museion.
Il Portale consente una ricerca avanzata, riporta gli ultimi oggetti corredati da una scheda di presentazione, foto, la data in cui è stato inserito e l’istituzione in cui si trova.
Il sito fa parte della rete civica dell’Alto Adige ed è bilingue. Nel portale è presente anche un elenco per consultare altri cataloghi, in verità pochi sono quelli italiani, la maggior parte sono di lingua tedesca.
Comunque l’aver attivato una metodologia coordinata di catalogazione rappresenta il primo passo per proporre ad altre istituzioni una collaborazione e quindi arricchire ancor di più (al momento sono 110.000 gli oggetti presenti) e con investimenti multimediali maggiori il portale per l’identità di tutto il popolo del Trentino- Alto Adige.

Il progetto  “Archeoveneto”

Il Veneto e la Città di Venezia, luoghi storicamente presenti nei sogni dei visitatori di ogni continente, si candidano a ponte fra il territorio e il resto del mondo. Il percorso è sicuramente ancora lungo e avendo l’Europa deciso che, comunque, sarà una città italiana a rappresentare la sua cultura, tale scelta determinerà una bella gara italica, sperando che sia incentivata nel frattempo, da investimenti nel settore, oggi largamente insufficienti.
In tale contesto di valorizzazione regionale con potenzialità nazionali e internazionali, è nato il portale www.Archeoveneto.it, dedicato alla conoscenza e alla fruizione del patrimonio archeologico esistente nella Regione Veneto. La collaborazione fra l’amministrazione locale, tramite l’Assessorato alla Cultura, la Soprintendenza per i Beni Archeologici e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova, ha prodotto un portale per divulgare, in primis ai cittadini del Veneto, e far condividere il patrimonio archeologico in regione.
Un target di utenza che può inoltre spaziare dai ricercatori, ai turisti, agli studenti. Possiamo affermare che la seriosa archeologia può uscire dal ristretto campo di materia per addetti ai lavori e si offre quale branca scientifica per far apprendere, in modo attivo e piacevole, il nostro passato e dare un significato al presente per tracciare un percorso di eccellenza per il futuro.
Attraverso l’interattività del WEB 2.0 si ha la possibilità di condividere, di essere maggiormente partecipi (anche attraverso specifiche segnalazioni di opere minori, di situazioni di degrado, ecc..) sul valore delle bellezze storiche e sulla nostra identità culturale.
Un censimento dei musei e delle aree archeologiche corredato dalla loro storia e consultabili on-line con dovizia di particolari e cura delle immagini, suddivise per ogni provincia. La homepage del sito presenta la suddivisione delle opere recensite a livello locale e appare, in evidenza, anche la news ritenuta di maggior interesse del momento.
Le notizie sono riferite alle varie iniziative divulgative (seminari,mostre,convegni, ecc..) che periodicamente si svolgono nei vari territori della Regione. È possibile, inoltre, mettersi in contatto con i partners del progetto ed è presente anche il link del Ministero per i Beni e le attività Culturali.
L’aggiornamento del portale è rapido con la possibilità da parte dei vari referenti locali dei musei e dei siti archeologici di poter inviare eventuali integrazioni o notifiche di cambiamenti (nuovi allestimenti, nuovi eventi, modifiche di date nelle manifestazioni, ecc..).
Il portale è bilingue (italiano, inglese) e i curatori orientano i “navigatori” proponendo a rotazione di visionare un sito che hanno individuato e che pongono alla loro attenzione. Un primo approccio, guidato, data la mole di dati presente nel portale, può, magari per i neofiti della materia, costituire un buon preliminare per poi approfondire con la storia e le immagini.
Il sito ha la sua interattività e i lettori hanno il loro spazio per inviare un messaggio, per chiedere delucidazioni, approfondimenti bibliografici in funzione del loro interesse e ruolo professionale.

La struttura del portale

Oltre alla home page, abbiamo molte altre possibilità di navigare nel sito e si può seguire un percorso con una logica di approfondimento culturale e in sequenza. Possiamo iniziare dal periodo storico che viene suddiviso in: preistoria, protostoria,età romana repubblicana, età romana imperiale, età tardo romantica e altomedioevo.
Di ogni tema o periodo vi è un’articolata presentazione corredata da immagini con funzione didattica. Dal quadro storico si passa poi al quadro geografico (ovviamente ognuno è libero di impostare la sequenza, ma il percorso storico-geografico ci sembra utile per capire poi le caratteristiche dei beni archeologici proposti). Con tale quadro si comprende come i caratteri ambientali abbiano determinato le particolari forme di civiltà e i loro aspetti più significativi. Per  ogni specifico segmento territoriale (la costa, le pianure, i rilievi) vengono descritte le caratteristiche ambientali e le manifestazioni antropiche conseguenti. Segnaliamo l’interessante collegamento, rappresentato dal tema delle “risorse“, in cui si evidenziano le attività economiche  che hanno determinato lo sviluppo della società e delle economie antiche in Veneto, come ad esempio le saline, le produzioni cerealicole, vitivinicole e le potenzialità di un fiorente allevamento, data l’ampia presenza di pascoli e di pianure.
Pertanto il lettore può seguire un percorso culturale che ha lo scopo di stimolare la fruizione delle singole realtà archeologiche con il comprendere in che modo e con quale intensità, l’ambiente circostante ne ha influenzato le varie forme e le modalità con cui si sono costituite.
Dal paesaggio storico ci si può inoltrare, supportati dalle varie mappe satellitari, nello scenario dei musei e dei siti archeologici, catalogati per provincia e per ordine alfabetico, in riferimento al comune o località  in cui si trovano. Di ogni museo o area archeologica visitabile è presente una scheda divulgativa e viene segnalata la posizione geografica. In totale sono presenti 79 collezioni che spaziano temporalmente fino all’alto Medioevo e comprendono Musei nazionali, Raccolte civiche, esposizioni private o ecclesiastiche; mentre 56 sono i siti archeologici all’aperto censiti e tutti visitabili dal pubblico.
La parte più utile per un turista potrebbe risultare quella relativa agli itinerari, suddivisa in: itinerari urbani, territoriali e tematici. Per i primi 2 sono state scelte 10 proposte, permettendo di conoscere e apprezzare antiche e prestigiose città del Veneto, quali ad es. Este, Adria, Verona, Vicenza, ecc. Le proposte, sotto forma di schede, sono corredate da mappe,ove sono calcolabili le distanze, e identificabili le caratteristiche geografiche dei luoghi. Nei vari percorsi sono anche segnalati dei link tematici, per ampliare la già vasta documentazione testuale e fotografica presente.
Sono infine descritti 26 itinerari tematici che richiedono una certa conoscenza storica; è un approfondimento progettato per far conoscere usi, tradizioni, modalità del vivere quotidiano delle popolazioni venete nell’antichità. Chi avrà già letto l’iniziale quadro storico potrà apprezzare la guida in immagini e correlati storici. A corredo di questi itinerari sono riportate note logistiche sui tempi e le modalità per arrivare a tali destinazioni utilizzando i mezzi privati.Il portale offre poi un’ampia galleria fotografica (circa 3000 immagini) dei musei e dei siti di tutte le province, per chi vuole immediatamente beneficiare delle bellezze offerte in visione.
Al coordinatore del progetto, prof. Jacopo Bonetto dell’Università degli Studi di Padova chiediamo quale sia stato l’impatto sull’utenza, quale target l’abbia maggiormente apprezzata e quali potranno essere gli sviluppi futuri dell’iniziativa.
«L’impatto sull’utenza del portale è stato già dai primi tempi piuttosto significativo. Abbiamo monitorato il numero di accessi quotidiano grazie al quale è risultato un interesse davvero alto e un apprezzamento deciso verso il lavoro. L’attenzione per il portale Archeoveneto.it è stata manifestata sia da addetti ai lavori, interessati di frequente agli aspetti divulgativi, sia da persone prive di cultura di base archeologica ma fortemente curiosi della raccolta dati. È stata soprattutto apprezzata la sistematicità dell’intervento che copre ogni angolo della Regione e include ogni “risorsa” fruibile da parte del pubblico. Tali “risorse” vengono tra l’altro presentate sia in forma diretta e mirata sia attraverso gli itinerari che mirano a costituire quelle reti di realtà museali che costituiscono la strada obbligata del futuro per settori di nicchia quale quello archeologico.
Da parte degli addetti ai lavori è stata anche valutata in forma molto positiva la capacità del portale di riunire attorno ad un tavolo con sinergia di intenti la Regione, l’Ateneo di Padova e il Ministero per un censimento che può dirsi veramente frutto di un lavoro corale.
Per il futuro è programmata un’ampia attività di continuo aggiornamento del portale a cadenze trimestrali e l’auspicabile creazione di un portale per dispositivi mobili (smartphone, palmari, etc.) grazie al quale le informazioni potranno essere sfruttate e consultate direttamente sul posto di visita.
Ci auguriamo anche che un’iniziativa del genere possa essere estesa alle Regioni vicine come il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige».

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