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Unioni civili in Aula, il Pd va avanti

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il ddl Cirinnà sulle unioni civili sarà incardinato questa mattina in Aula al Senato alle 9.30, come stabilito dalla capigruppo di Palazzo Madama. In pratica è prevista la relazione sui lavori, mentre per le votazioni sarà necessario attendere la fine della sessione di bilancio sulla legge di stabilità. Una decisione contestata dal M5S: «La legge verrà incardinata in aula per poi essere discussa chissà quando…», ha protestato Gianluca Castaldi, capogruppo del M5S al Senato. I Cinque stelle avrebbero voluto concludere la discussione e l’esame del «ddl entro giovedì, i soldi ai partiti possono attendere», ha detto Castaldi contestando il sorpasso della legge Boccadutri, relativa ai finanziamenti pubblici ai partiti bloccati per gli anni 2013 e 2014. 
Sulle unioni civili si è formato un’asse tra Pd, Movimento 5 stelle, Sel e il gruppo Ala dei verdiniani, con il supporto delle Autononie. «Noi verdiniani voteremo le unioni civili, limitatamente alle convivenze, senza adozioni», ha detto Vincenzo D’Anna, senatore di Ala. Una maggioranza “variabile”, contesta Ap (Ncd-Udc). «La richiesta del Pd di una calendarizzazione immediata del ddl sulle unioni civili è una richiesta politica sì, ma di immagine e non di contenuti», ha commentato Renato Schifani, presidente dei senatori di Area popolare. Oltretutto, ha dichiarato Schifani, la «discussione verrà immediatamente dopo sospesa perché si entra in sessione di bilancio, e sappiamo bene che per almeno un mese il Senato non potrà occuparsi di questi argomenti». 
Il nuovo testo prevede l’unione civile tra persone dello stesso sesso quale «specifica formazione sociale», in linea con il resto d’Europa: sul tema la Corte di giustizia europea ha condannato il nostro Paese il 21 luglio. Le unioni saranno iscritte nell’archivio dello stato civile, mentre diritti e doveri delle coppie unite civilmente sono esplicitati e non si fa più riferimento al matrimonio. Viene stabilito che ogni legge e atto riferito al matrimonio si applicheranno anche all’unione civile. I conviventi devono essere persone maggiorenni «unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale», non vincolate da rapporti di parentela, adozione, matrimonio o unione civile. 
Ieri è giunto anche il via libera della Camera alle nuove norme sull’acquisto della cittadinanza da parte dei minori stranieri. I sì sono stati 310, i no 66 e 83 astenuti. Il testo passa ora all’esame del Senato. Hanno votato a favore i partiti di maggioranza e (tra le forze di opposizione) Sel. Contrari Lega, Forza Italia e Fratelli di Italia. Il Movimento 5 stelle si è astenuto. Otterranno la cittadinanza italiana i bambini stranieri nati in Italia con un genitore in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. O i minori stranieri non necessariamente nati in Italia, ma che nel nostro Paese hanno frequentato un ciclo di studi.
La Lega ha protestato con forza in aula: «La cittadinanza non si regala», si leggeva sui cartelli esposti dai deputati leghisti durante le dichiarazioni di voto. Cartelli poi rimossi su richiesta della presidente della Camera Laura Boldrini.

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